giovedì 11 febbraio 2016

IMPRESE ARTIGIANE MAI COSI’ MALE, ABRUZZO MAGLIA NERA D’ITALIA


Tasso di crescita 2015 al -2,7%, ultima regione in classifica
Perse 4mila attività in 5 anni. Confartigianato lancia appello a Regione

Pescara, 11 febbraio – Mai così male l’artigianato in Abruzzo: la regione è maglia nera d'Italia per la nati-mortalità delle imprese nel 2015. A fronte di 32.070 attività complessivamente registrate, si contano 1.827 nuove iscrizioni e ben 2.727 cessazioni, con un saldo di -900 unità, pari ad un tasso di crescita del -2,7% (-1,4% in Italia; -2,4% nel Mezzogiorno); dato che colloca la regione all'ultimo posto della graduatoria nazionale, guidata dal Trentino Alto Adige, che pure registra una flessione (-0,2%). E' quanto emerge da un approfondimento di Confartigianato Abruzzo, che ha analizzato i dati contenuti in un'elaborazione del Centro studi della Confederazione nazionale.
Lo scorso anno la situazione è ulteriormente peggiorata rispetto al 2014, periodo in cui già si erano registrati dati estremamente negativi: -2,6%, tra i più bassi d'Italia. Le cessazioni aumentano in particolare nel Pescarese e nel Teramano, territori che si classificano agli ultimi posti della graduatoria provinciale.
In particolare, in provincia di Teramo ci sono state 524 nuove iscrizioni a fronte di 771 cancellazioni, con un saldo di –247 imprese artigiane, pari al -2,9%, dato che colloca il Teramano al 101/mo posto della classifica. In provincia di Pescara ci sono state 411 nuove iscrizioni e 619 cancellazioni: – 208 unità, -2,7%. Seguono la provincia di Chieti (516 iscrizioni, 770 cancellazioni, -254, -2,7%) e quella dell'Aquila (376, 567, -191, -2,6%).
«La situazione – afferma il segretario regionale di Confartigianato, Daniele Giangiulli - non è mai stata così drammatica e di anno in anno precipita, a causa della difficile congiuntura. Basti pensare che, in Abruzzo, nel 2010, si contavano circa 36mila imprese artigiane, scese alle 32mila del 2015: in cinque anni abbiamo perso ben quattromila attività».
«Rivolgiamo allora un appello alla Regione - aggiunge - Il Masterplan parla di 1,3 miliardi di euro destinati all’Abruzzo, ma ci sembra che ci sia scarsa attenzione per le oltre 100mila micro e piccole imprese, che sono più del 98% delle imprese totali presenti in Abruzzo, rappresentando, di fatto, il motore dell’economia regionale. A D’Alfonso – conclude Giangiulli - chiediamo di definire con chiarezza a quanto ammontano le risorse da destinare alla competitività del sistema produttivo abruzzese».

UTERO AD EQUO CANONE (ANDIAMO PEGGIO)

Ci dicono, ci spiegano, col fare sussiegoso e preoccupato, con simulata partecipazione emotiva, che si tratta di prevenire la triste anabasi dei minori verso gli orfanotrofi e le case-famiglia. La sorte dei bambini, concepiti al di fuori di ogni logica e di ogni etica, che non conoscono la dualità, biblica, uomo-donna, se si preferisce maschio-femmina, argomentano senza convincermi, ma trovando facile e sicuro approdo nel rimbambimento di una società in preda al delirio, è segnata. Meglio intervenire legislativamente, così ci illuminano, e riconoscere una genitorialità dove non esiste. E' il rovesciamento di quella sacralità della legge, ahinoi, che dovrebbe attingere dal diritto naturale in vista del bene collettivo, soprattutto dei più piccoli. L'uomo si fa arbitro della vita e della morte, giudice e artefice di una palingenesi del fatto antropologico, che in pochi continuiamo a pensare immutabile. Il dato di fatto, sostenuto da una propaganda asfissiante che ottunde le menti, la convivenza dei bimbi nell'ambiente artificiale della nuova famiglia, reclama il crisma nell'ordinamento giuridico statuale. Che a sua volta avrà una ricaduta moltiplicatoria sulle abitudini in atto. Assisteremo ai viaggi riproduttivi oltre frontiera, ultima evoluzione del turismo sessuale, ma anche appena al di là della porta a fianco. Tanto, basta pagare. L'utero disponibile si trova sempre, anche nello stesso condominio, o nello stesso pianerottolo. Roba da ricchi, da viziati. Il popolo italiano, che, ripeto, non è più popolo perché semplicemente non ha più coscienza di sé, aspetta altro dal parlamento, o almeno dovrebbe chiedere altro, dovrebbe reclamare pane, lavoro, sicurezza e cultura. Alla fine erigeremo una statua alla relatrice di una legge assurda. Auguri. E figli maschi. Comunque, vedete voi.          


g.z.

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mercoledì 10 febbraio 2016

STORIA E INVOLUZIONE DELLA PANCIA FEMMINILE (ANDIAMO MALE)

Spostare la frontiera del progressismo dallo scenario sociale a quello antropologico-sessuale, distogliere l’attenzione sui diritti negati, quelli veri, in materia di lavoro, occupazione, sostegno alle famiglie, ai bisognosi, prospettando al contempo il traguardo evolutivo dell’accoppiamento di un certo tipo. Un brutto tipo, aprendolo artificialmente, fittiziamente, alla procreazione, come un gioco. Le piazze sono vuote, per il passeggio, figuriamoci per le manifestazioni di massa, ma si riempiono, in qualche angolo a favore di una telecamera che ti moltiplica le presenze, per chiedere che l’Italia si adegui. Lo chiede l’Europa, la stessa Europa che sta massacrando l’agricoltura italiana, che ci ordina di liberare la Puglia dagli ulivi, che ci ha imposto una moneta infame. Quando il disegno di legge non sarà più solo un disegno, qualcuno (Renzi) spiegherà al popolo, che ormai non è più popolo, ma un insieme amorfo di persone, che l’obiettivo è stato raggiunto, che possiamo definirci civili, evoluti, alla pari con gli altri. Faremo festa. La corsa sarà allora alla ricerca dell’utero, quell’organo per il quale le femministe (dove sono? tutte in pelliccia?) si battevano in estenuanti guerre ideologiche, utero che possa ospitare lo sperma. Nove mesi dopo, il percorso inverso, col pupo in braccio. La donna ridotta a recipiente atto a contenere il seme, l’uomo degradato a insetto impollinatore. I polli d’allevamento che eravamo nella definizione sconsolata di Pasolini sono una evoluzione rispetto al rimbambimento di una coscienza ormai persa. Il pancione di una donna è bello, è ammirabile perché rimanda ad un progetto, ad una storia d’amore. Avete rovinato anche questo. Aspettiamo il prossimo scenario, la prossima tappa verso una ὕβϱις completa, a livello planetario.  

g.z.


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martedì 9 febbraio 2016

VASTO. FATTURE DELLA MAZAL, ENNESIMO PASTICCIO. DESIATI INTERROGA IL SINDACO


Egregio Signor Sindaco,

nei giorni scorsi, sono state recapitate, presso abitazioni, uffici ed esercizi pubblici, le fatture della MAZAL Global Solution s.r.l. relative alla Tassa Occupazione Spazi Aree Pubbliche, anno 2016, per il Comune da Ella amministrato.

     Pur essendo subentrata dal 1° luglio 2016, la MAZAL s.r.l. ha inviato gli avvisi di pagamento, con relativo bollettino postale, soltanto in questi primi giorni di febbraio, fissando scadenza, per i dovuti versamenti, al 1° dello stesso mese. Ne è derivato che le richieste di pagamento sono state recapitate in data successiva a quella di scadenza, ponendo, di fatto, gli utenti nella condizione di non poter pagare il dovuto nei termini perentori previsti.

     Nel medesimo avviso, la MAZAL s.r.l. richiama il D.Lgs. n° 471/1997 che stabilisce, all’art. 13 “Ritardati ed omessi versamenti diretti”, la maggiorazione del 30%, di ogni importo non versato, per sanzione amministrativa, per “chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti”.

     Degli avvisi, recapitati con lettera semplice, non è possibile verificare la data certa di consegna, in modo tale da non poter agire, in alcuna maniera, per contestazioni relative alla ritardata notifica della richiesta di pagamento. Nei moltissimi casi verificatisi in città (la quasi totalità), l’utenza si trova così, incolpevolmente, ad essere costretta al pagamento di somme superiori, di ben il 30%, a quelle dovute per l’annuale TOSAP.

     Tutto ciò accertato, rivolgo interrogazione alla S.V. per sapere come intende intervenire per sanare una così palese ingiustizia che comporta esborso di denaro, da parte di famiglie, professionisti ed imprenditori, in un momento in cui si è già gravati da un elevata tassazione.

     Cordiali saluti

Massimo Desiati
Consigliere comunale “Progetto per Vasto


LE FOIBE E RENZI, UN OSSIMORO

Ci accingiamo, anche ai più alti  livelli istituzionali, a commemorare le foibe, o meglio l'immane vicenda conclusasi tragicamente nelle cavità della terra dove il maresciallo Tito, comunista, non dimentichiamolo, tanto riverito dai nostri politici dell'epoca, faceva seppellire, spesso vivi, i nostri connazionali, rei solo di essere tali. L'Italia e l'italianità come peccato mortale. Sempre più rari, e sempre più ridicoli, destinati comunque all'estinzione, i coglioni, che non mancano mai, parlano della necessità, dovendo dare una chiave di lettura storica di quei fatti, di 'contestualizzare'. Ora, siccome viviamo nel fluire degli accadimenti umani, ogni fatto, di per sé, va collocato nell'alveo della storia. Anche i campi di concentramento, di qualsiasi tipo, teorizzati da qualsivoglia regime, vanno studiati in afferenza a quel dramma umano che si chiama storia. Ma non fino al punto di degradare lo studio alle estreme conseguenze dell'indifferentismo morale e dell'accettazione prona di ogni accadimento, avendo chiara nella nostra mente l'idea, basilare, che non esistono morti privilegiati e vittime di second'ordine. In tal senso, dobbiamo dire, dobbiamo rimarcare, che la vicenda degli infoibati non va dimenticata. Il resto sono tutte chiacchiere che offendono la nostra memoria collettiva, oltre che la verità. A proposito di coglioni. Mi chiedo quale possa essere la valenza di una commemorazione, di qui a breve, proveniente da un Renzi (farà a meno di apparire in tv?) nella cui testa c'è tale confusione storica, Porta a Porta docet, da aver proclamato essere stata l'Istria terra di conquista da parte dell'Italia, e nel cui animo vedo slanci morali ridotti al lumicino. Speriamo che Mattarella, quel giorno, gli imponga il silenzio.

Giacinto Zappacosta

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lunedì 8 febbraio 2016

‘Giorno del Ricordo’ della tragedia delle foibe, ecco il calendario delle manifestazioni

Le iniziative sul territorio della provincia di Chieti organizzate dal “Comitato 10 Febbraio”

CHIETI. Un corposo programma di manifestazioni sul territorio della provincia di Chieti per ricordare la tragedia delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata. Lo ha predisposto il “Comitato 10 Febbraio” presieduto, sul territorio, da Marco di Michele Marisi. “Un impegno che da anni portiamo avanti con l’obiettivo di ricordare quel che accadde nel nostro Stivale nel secondo dopoguerra per mano dei partigiani di Tito e di quelli italiani, che gettarono nelle foibe e deportarono in veri e propri campi di concentramento migliaia e migliaia di nostri connazionali ‘colpevoli’ solamente di essere Italiani e con l’intento di far conoscere soprattutto alle giovani generazioni questo pezzo di storia del nostro Paese, volutamente e colpevolmente tenuto nascosto per anni. Lo scopo è evidentemente quello di contribuire, seppur nel piccolo, a costruire un’Italia che sappia promettere a se stessa prima gli altri, che mai più nessun Popolo subirà nell’indifferenza e nell’ostilità dei suoi fratelli, quello che ha subìto il Popolo giuliano” ha spiegato di Michele Marisi prima di elencare le manifestazioni in programma, patrocinate dai Comuni interessati e dalla Provincia di Chieti.

Villalfonsina: martedì 9 febbraio, ore 9:00, in Piazza Roma, celebrazione con autorità civili, militari, religiose ed associazioni. Interverranno Magda Rover, esule istriana e Marco di Michele Marisi, Responsabile provinciale del “Comitato 10 Febbraio”. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Villalfonsina e dalla Provincia di Chieti.

Casalbordino: martedì 9 febbraio, ore 11:30, in Largo delle Foibe, nei pressi del Santuario Madonna dei Miracoli, celebrazione con autorità civili, militari, religiose ed associazioni. Interverranno Magda Rover, esule istriana, Carla Zinni, Responsabile “Comitato 10 Febbraio Casalbordino e Marco di Michele Marisi, Responsabile provinciale del “Comitato 10 Febbraio”. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Casalbordino, dalla Provincia di Chieti e dall’Associazione culturale “La Fenice”.

Fossacesia: mercoledì 10 febbraio, ore 18:00, al Teatro Comunale “Nino Saraceni”, in Corso Roma, convegno e proiezione del documentario “Foibe, martiri dimenticati”. Interverranno Marco di Michele Marisi, Responsabile provinciale del “Comitato 10 Febbraio” e Magda Rover, esule istriana. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Fossacesia e dalla Provincia di Chieti.

Scerni: giovedì 11 febbraio, ore 10:30, al Monumento ai Caduti in Piazza De Riseis, celebrazione con autorità civili, militari, religiose ed associazioni. Interverranno Magda Rover, esule istriana e Marco di Michele Marisi, Responsabile provinciale del “Comitato 10 Febbraio”. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Scerni e dalla Provincia di Chieti.

Pollutri: giovedì 11 febbraio, ore 11:30, al Monumento ai Caduti in Piazza Giovanni Paolo I, celebrazione con autorità civili, militari, religiose ed associazioni. Interverranno Magda Rover, esule istriana e Marco di Michele Marisi, Responsabile provinciale del “Comitato 10 Febbraio”. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pollutri e dalla Provincia di Chieti.

Vasto, doppio appuntamento: sabato 13 febbraio, ore 9:00, al Monumento ai Caduti in Piazza Caprioli, celebrazione con autorità civili, militari, religiose ed associazioni. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Vasto e dalla Provincia di Chieti.

Sabato 13 febbraio, ore 10:30, alla sala convegni ex Palazzi Scolastici in Corso Italia, convegno: interverranno il Prof. Antonio Fares, storico, Magda Rover, esule istriana e Marco di Michele Marisi, Responsabile provinciale del “Comitato 10 Febbraio”. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Vasto e dalla Provincia di Chieti.

San Salvo, doppio appuntamento: lunedì 15 febbraio, ore 9:15, Istituto d’Istruzione Superiore “R. Mattioli”, convegno col Prof. Antonio Fares, storico, Magda Rover, esule istriana e Marco di Michele Marisi, Responsabile provinciale del “Comitato 10 Febbraio”. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di San Salvo e dalla Provincia di Chieti.

Lunedì 15 febbraio, al Monumento ai Caduti in Via Roma, celebrazione con autorità civili, militari, religiose ed associazioni. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di San Salvo e dalla Provincia di Chieti.

Tutte le manifestazioni sono state organizzate dal “Comitato 10 Febbraio” in collaborazione con ‘Giovani In Movimento’ e Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, con il patrocinio dei Comuni e della Provincia di Chieti e realizzate senza alcun contributo economico pubblico.

“Comitato 10 Febbraio” provincia di Chieti

ANCORA RINCARI PER A24 E A25 ASSOCIAZIONI TRASPORTO LANCIANO PROTESTA: SALTARE UN CASELLO PER TROVARE UN’INTESA



Documento di Confartigianato, Fiap, Assotir, Fai, Fita e Sna Casartigiani
+3,45% nel 2016, aumenti del 42,9% in sette anni
Pescara, 8 febbraio – "Purtroppo anche per il 2016 registriamo un aumento dei pedaggi da parte del concessionario delle autostrade A/24 e A/25, aumenti maggiori dell'inflazione, pari al +3,45%. Più in generale, negli ultimi sette anni ci sono stati aumenti sostanziali dei pedaggi, per un totale del 42,88%". E' quanto affermano le associazioni di categoria Confartigianato Trasporti, Fiap, Assotir, Fai, Fita-Cna e Sna-Casartigiani, che lanciano una singolare forma di protesta: "invitiamo gli autotrasportatori abruzzesi a saltare il primo casello e ad entrare al successivo, così le minori entrate spingerebbero il concessionario a sedersi attorno ad un tavolo e a ragionare per raggiungere un'intesa".
Il punto della situazione è stato fatto stamani nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede regionale di Confartigianato, a Pescara. Presenti Gabriele Sillari, presidente regionale di Confartigianato Trasporti, Roberto Galanti, coordinatore nazionale Fiap, Claudio Donati, segretario generale Assotir, Carlo Antonetti, coordinatore regionale Fai, William Facchinetti, segretario regionale Fita-Cna, e Pierangelo Paolucci, coordinatore regionale Sna-Casartigiani.
Nel corso dell'incontro le associazioni hanno illustrato i dati relativi agli aumenti: +1,11% nel 2009, +4,78% nel 2010, + 8,14% nel 2011, + 8,06% nel 2012, +7,56% nel 2013, +8,28% nel 2014 e +1,5% nel 2015. Attualmente il pedaggio autostradale costa oltre 13 centesimi di euro a chilometro.
"Per la conformazione geografica e per i flussi di traffico che si sviluppano nella nostra regione - dicono i rappresentanti delle associazioni di categoria - circa il 40% delle merci movimentate in Abruzzo si muove sulla direttrice Est-Ovest e viceversa; basti pensare alla provincia dell'Aquila dove tutta la movimentazione delle merci da e per il territorio provinciale ricade su questa infrastruttura. Inoltre, una buona parte del traffico merci extra regionale è diretto verso il Lazio e la Campania".
"I dati - aggiungono - evidenziano che il continuo aumento dei pedaggi erode la redditività delle aziende abruzzesi in generale e quella delle imprese di autotrasporto su gomma in particolare.  Se è vero, come affermano dai vertici di Strada dei Parchi, che i pedaggi della A/24-A/25 non sono i più onerosi rispetto ad altre autostrade di montagna, è anche vero che nessuna autostrada influisce così tanto sull'economia regionale, trattandosi della via obbligata per il traffico dall'Abruzzo a Roma e verso il Tirreno".
"Se un autocarro a tre assi, per compiere il tragitto da Pescara-Chieti a Roma Est, 185 chilometri, deve pagare 25 euro - dicono gli esponenti delle associazioni - saltasse il casello Pescara-Chieti ed entrasse a quello successivo, cioè Alanno-Scafa: il pedaggio scenderebbe a 23,60 euro, ripristinando di fatto le tariffe in vigore nel 2013. Si farebbero dieci chilometri in più, percorsi in pochi minuti, specie al mattino presto. Stesso discorso vale per il tragitto da Avezzano a  Pescara-Chieti: entrando al casello successivo, Celano, si risparmiano quasi due euro".
"Se tutto il trasporto abruzzese unitariamente facesse una simile azione di protesta - concludono Sillari, Galanti, Donati, Antonetti, Carota e Paolucci - provocherebbe, di fatto, minori entrate al concessionario delle autostrade abruzzesi, costringendolo a sedersi intorno ad un tavolo e ragionare, sicuri di raggiungere una intesa".

domenica 7 febbraio 2016

Appello all’On. Maria Amato ed al Sen. Gianluca Castaldi per il voto contrario al ddl Cirinnà


 Onorevole Amato, Senatore Castaldi,

Il ddl Cirinnà è in approvazione al Senato.

Questo testo di legge ha acceso da mesi un dibattito che è, prima che politico, umano e di coscienza, perché si tratta dei nostri figli, della difesa della Famiglia e della tutela della donna, soprattutto in quei Paesi del terzo mondo che si apprestano a diventare i supermercati della procreazione, nei quali può fare la spesa il ricco e capriccioso mondo occidentale, approfittando della povertà e della miseria di ragazze indiane o africane.

Non è in discussione il negare a qualcuno il diritto di vivere la propria personale affettività come e con chi ritiene, secondo le proprie più libere inclinazioni: è in gioco la tutela della dignità della donna e il diritto di ogni bambino a crescere con un padre e con una madre.

Il ddl Cirinnà non solo rimuove, di fatto, gli ostacoli giuridici che consentono di ricorrere all’utero in affitto all’estero, ma rimuove anche gli scrupoli morali inerenti la pratica dell’aborto, la cui scelta è delegata ad una donna in stato di bisogno e spesso sfruttata, e riconduce tutto ad una mera clausola di una transazione commerciale dove è diventata una regola la selezione degli embrioni, così come il diritto di scelta sul gemello sano o sul sesso.

Non c’è forma di amore che può volere un tale dominio dell’uomo sopra la vita.

Vi chiediamo, come Parlamentari eletti in rappresentanza di Vasto e del Vastese, di non sostenere con il vostro voto questo disegno di legge, sicuramente lontano dalla coscienza e dalla sensibilità della maggioranza delle persone di questo territorio.

Etelwardo Sigismondi
Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale

Taranto è bellissima. Ma ce la meritiamo?


L’automobilista tarantino medio ha l’abitudine, ed è una pessima abitudine, di strombazzare a suo piacimento, anche di notte. Lo fa per svariati motivi: per nervosismo, per salutare, per sollecitare l’auto-colonna a muoversi. La città, in effetti, è molto rumorosa. Non basta l’inquinamento che tutti conosciamo, dovendo noi considerare anche quello acustico. E poi il modo di parcheggiare in doppia e in terza fila, per la disperazione di chi vede la propria auto, di ritorno dalle sue faccende, circondata da una muraglia di lamiere. E il malcapitato che fa? Strombazza, ovvio. E le corsie riservate agli autobus? Sono riservate, sì, ma ai furbi. Le strisce pedonali, infine, ma l’elenco sarebbe ancora lungo, fungono da parcheggio. Sulle medesime, mi sembra il minimo, il pedone non ha guarentigie.   

Giacinto Zappacosta

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sabato 6 febbraio 2016

Famiglia, Fratelli d’Italia-An in piazza a Vasto contro il ddl Cirinnà

Domenica 7 dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 18:30 alle 20:30 raccolta firme

VASTO. “In questi giorni in cui al Senato è in discussione il disegno di legge Cirinnà, riteniamo doveroso esprimere tutta la nostra contrarietà al provvedimento che rappresenta l’ennesimo attacco del Governo alla Famiglia. Il vergognoso ddl vuole introdurre le Unioni Civili, previste anche per le coppie omosessuali, che rappresentano un surrogato senza senso del matrimonio civile; introdurre lo ‘Stepchild Adoption’, che permetterà sostanzialmente l’adozione di figli anche per le coppie omosessuali, privando di fatto il diritto di un bambino ad avere una madre ed un padre; introdurre indirettamente la vergognosa pratica dell’utero in affitto, come conseguenza dello ‘Stepchild Adoption’, che aprirà le porte anche in Italia alla legalizzazione della maternità surrogata, trasformando i bambini in ‘merce’ da ordinare su un catalogo. In questo contesto, difendere la Famiglia come nucleo fondante della società e il diritto dei bambini ad avere un padre ed una madre, è un obbligo morale. Per questo domani, Domenica 7 febbraio, dalle ore 10:30 alle ore13:00 e dalle ore 18:30 alle ore 20:30, ci ritroveremo in Piazza Diomede a Vasto per chiedere ai cittadini di firmare una petizione per dire ‘no’ al ddl Cirinnà.”

È quanto afferma il circolo cittadino di Vasto di Fratelli d’Italia-Allenza Nazionale.

ICCO, IL CAMPIONE TARANTINO

“Abbiamo fatto il pranzo di Icco”. La frase, le cui scaturigini si perdono nel tempo, sta a significare un pasto frugale, semplice, nonché, a volte, con una punta di simpatica e bonaria critica, un pranzo non all’altezza di stomaci particolarmente capienti. Il detto tarantino, almeno della Taranto di qualche tempo fa, chiama in causa un campione olimpico che, dopo aver vinto, tornò a casa tutto contento del premio ricevuto, vale a dire un po’ di sedano messogli in testa a mo’ di corona. Provo a fare qualche conto: due o tre giorni di mare per tornare a Taranto, e il sedano (“u lacce” nella Città dei due mari”, “lu lacce” a Vasto) non era più buono nemmeno per il brodino. La πóλις, la sua città, lo accolse con ogni onore e gli affidò la direzione del Ginnasio. E poi l’immancabile statua nel tempio di Era a Olimpia e il privilegio di essere citato da Platone.
Ma perché “il pranzo di Icco”? Il valente atleta, oltre ad essere tale, era un medico, primo grande dietologo, teorico della continenza alimentare, che applicava rigorosamente a se stesso. Di qui il nesso tra il nome di Icco e la sobrietà a tavola. Non pago, l’atleta-medico tarantino si asteneva dai rapporti sessuali prima delle gare. Si affermò nel pentathlon alla 77.a Olimpiade, quando correva l’anno 472 a. C.
E' molto probabile che la “tomba dell’atleta” conservata nel Museo Archeologico di Taranto sia proprio di Icco. 


Giacinto Zappacosta

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venerdì 5 febbraio 2016

AUGURI, AGATA

Il nome, di chiare origini greche, è molto diffuso in Sicilia, specie a Catania, città natale della Santa, il cui culto è abbastanza diffuso anche in Lombardia, dove, ad esempio, Brescia e Cremona Le hanno dedicato due stupende chiese. La narrazione delle vicende di Agata, Vergine e Martire, fu portata nel nord Italia dai soldati romani nei primi secoli del Cristianesimo, quando l'Urbe, assieme alla civiltà che aveva prodotto, si apriva, non senza sconvolgimenti e atrocità, al messaggio evangelico. In particolare, la parrocchia di Sant'Agata a Cremona, a qualche centinaio di metri dal Torrazzo e dal magnifico Duomo, sente molto questo legame con la terra di Sicilia. Oggi, se non sono male informato, a Catania, dove è festa grande, l'accento siculo si fonderà con quello cremonese. Auguri, Agata.
g.z.

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ALLARME ABUSIVISMO E SOMMERSO IN ABRUZZO, 7 IMPRESE SU 10 A RISCHIO CONCORRENZA SLEALE


Alto potenziale di rischio per il 25% degli artigiani

Pescara, 5 febbraio – E’ allarme abusivismo e sommerso in Abruzzo: quasi sette artigiani su dieci sono esposti al rischio di concorrenza sleale, fenomeno che potenzialmente interessa il 65% delle imprese, cioè 20.987 attività; il dato è in linea con quello nazionale, pari al 65%. Le imprese ad alto potenziale di rischio sono 8.351, cioè il 25,9% del totale (24,2% in Italia). E’ quanto emerge da un approfondimento condotto daConfartigianato Abruzzo sui dati contenuti in un’elaborazione del Centro studi della Confederazione nazionale.
Più della metà delle imprese abruzzesi esposte alla concorrenza sleale sono quelle operanti nei settori delle installazioni ed edilizia (11.623 unità); molto esposte anche quelle dei servizi alle persone (5.484, principalmente parrucchieri e servizi estetici), della ristorazione (1.178) e dei trasporti e magazzinaggio (1.689). Il tasso di irregolarità del lavoro in Abruzzo è pari al 15,5% - come dire che un occupato ogni sei è irregolare – contro la media italiana pari al 12,8%.
A livello territoriale, è la provincia di Chieti a contare il maggior numero di imprese artigiane a rischio, cioè 5.968, di cui 2.400, pari al 40,2%, considerato a maggior rischio di esposizione. Seguono il Teramano (5.133; 1.976, il 38,5%, ad alto potenziale di rischio) e l’Aquilano (4.980; 1.652, 33,1%); chiude la classifica, con 4.980 imprese esposte, la provincia di Pescara, territorio che balza in testa alla graduatoria per quanto riguarda la percentuale di attività a maggior rischio di esposizione: 2.323 unità, pari al 47,3%.
«Si tratta di dati piuttosto allarmanti per una realtà come quella abruzzese – commenta il presidente di Confartigianato Abruzzo, Lorenzo Angelone – La nostra associazione è estremamente sensibile al tema dell’illegalità e da sempre è impegnata nella lotta al sommerso e all’abusivismo. Anche alla luce di tali dati, per tutelare i nostri associati che portano avanti con onestà il proprio lavoro, rinnoviamo il nostro impegno e ci mettiamo a disposizione di tutte quelle imprese che vogliano denunciare situazioni di concorrenza sleale al fine di segnalarle alle autorità competenti».

'Io non scordo i nostri martiri'



Anche quest’anno rinnoviamo l’impegno di celebrare le vittime della tragedia delle foibe e di ricordare l’esodo istriano, fiumano e dalmata.

Con il “Comitato 10 Febbraio” che mi onoro di presiedere in provincia di Chieti, abbiamo predisposto un ricco calendario di manifestazioni che trovi in allegato a questa e-mail.

L’invito è a partecipare.

Io non scordo i nostri martiri

Marco di Michele Marisi

giovedì 4 febbraio 2016

VOTARE O NON VOTARE? MEGLIO VOTARE BENE

L’impantanarsi di questa maggioranza targata Pd e sodali, invischiata nel sottobosco, che fu democristiano, popolato di favoritismi e clientele, importa, come contraccolpo, almeno in una parte della cittadinanza, quel vago senso di nausea nei confronti della cabina elettorale. Un appuntamento vissuto come vuoto esercizio di un diritto privo di senso. Quella domenica (saremo in primavera inoltrata) andremo al mare? O faremo una gita fuori porta? Un modo come un altro per riconsegnare questa città, o quello che ne resta, alle stesse persone che l’hanno depredata in questi lunghi dieci anni. Certo, in ogni caso Lapenna non sarà più sindaco, ma, come diceva qualcuno, eripitur persona, manet res, tolta la maschera, rimane la sostanza, oppure, contestualizzando il testo, si perpetuerebbe, per cooptazione, quella classe politica che stiamo vedendo all’opera. Vasto ha bisogno d’altro, ha bisogno del mio e del tuo voto, della tua adesione, anche critica, dell’impegno di tutti. La partecipazione popolare ha un senso, una valenza plasticamente testimoniata dalla sala piena, quella degli ex palazzi scolastici in corso Italia, e dall’attiguo locale dove i volontari hanno raccolto le firme a sostegno della candidatura alle primarie di Massimo Desiati. Il quale, dopo cinque anni di opposizione in consiglio comunale, dove è stato sempre presente su tutti i problemi, si propone al voto dei Vastesi per amministrare, da sindaco, la Città. Non è solo: Bischia, D’Alessandro, Del Prete e Sigismondi, con la loro presenza e il loro apporto, danno spessore ad una candidatura che, già da ora, si presenta come solida. Ma non basta. Occorre l’impegno di tutti. Cinque anni fa eravamo tanti, ora siamo di più.


g.z.    

MUSICA IN MASCHERA: LA SINFONICA SUONA IL CARNEVALE

 

L’Aquila 4 febbraio 2015 – In occasione del Carnevale, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, diretta da Fabio Maestri con il soprano Elisa Cenni, si esibirà sabato 6 febbraio alle ore 18:00 presso il Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila con un programma che racchiude opere di grandi autori che giocano in musica con la maschera, il travestimento, con il carattere dei personaggi.

In musica, il luogo eletto della maschera è, per sua natura, l’opera, il luogo in cui personaggi prendono forma e voce. Non potevano dunque mancare brani provenienti da quel repertorio: in apertura la Sinfonia da Il Barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello, versione che precede di 40 anni quella rossiniana e che ebbe un successo incredibile al suo debutto nel 1782 a San Pietroburgo. Della stessa epoca le due Arie proposte in concerto, composte da Mozart in alternativa a quelle originariamente presenti nell’opera Il curioso indiscreto di Pasquale Anfossi e delle quali va sottolineato il virtuosismo vocale.
Al pubblico verranno poi proposte opere i cui compositori, attraverso parafrasi e trascrizioni, hanno indossato i panni di illustri colleghi del passato di cui hanno riscritto, secondo il loro stile più attuale, le partiture. È ciò che accade con la riscrittura che il giovane Benjamin Britten ha dato della raccolta di brani vocali da camera le Soirées musicales di Rossini offrendone una brillante versione orchestrale.
Si ascolteranno poi quattro delle 6 Ariette di Donizetti tratte dalle Nuits d’été a Pausillipe, ristrumentate da Azio Corghi, compositore contemporaneo e sempre rivolto al recupero della tradizione musicale, che gioca con i timbri e trasporta il repertorio popolare e napoletano di queste pagine musicali nel mondo del sogno.
Chiude il programma la suite per piccola orchestra Gli uccelli di Ottorino Respighi, un gentile divertimento su temi tratti da antichi musicisti italiani e stranieri e accomunati da un tema: l’imitazione del verso degli uccelli.

La parte vocale del concerto sarà affidata al giovane soprano di coloratura Elisa Cenni, definita una delle cantanti più interessanti della sua generazione, si è già esibita sulle scene dei più importanti teatri internazionali, fra cui l'Opéra National de Paris, il Grand théatre de Genève, l'Opéra de Toulon, l’Opera di Berna, il Festival de Saint Denis, l'Opéra di Aix en Provence, l'Opéra di Nancy, l'Opéra Comique di Parigi, l'Opéra di Nantes, l'Opéra di Bordeaux e il Teatro dell'Opera di Roma. Molto apprezzata dalla critica internazionale per la sua duttilità e presenza scenica, spazia dal repertorio del Seicento italiano a quello contemporaneo. Nel corso della sua intensa carriera artistica ha lavorato al fianco di importanti registi e direttori d'orchestra.


Sul podio Fabio Maestri già direttore nei maggiori teatri e festival italiani (Maggio Musicale Fiorentino, Teatro di S. Carlo di Napoli, Teatro Comunale di Bologna, Ravenna Festival, Teatro Massimo di Palermo Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, Corsi Internazionali di Lanciano) e internazionali (Belcanto Festival Dordrecht - Olanda, Teatro dell’Opera di Nizza); è stato ospite fra le altre, dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai (Torino), dell’Orchestre Philarmonique de Nice, dell’Orchestra regionale Toscana (Firenze) e delle altri maggiori istituzioni concertistico orchestrali italiane. Molto attivo come esecutore di musica contemporanea, ha più volte diretto alla Biennale di Venezia, al Festival “Musica d’oggi”, al Festival di Nuova Consonanza, al Festival di Villa Medici (Roma), all’Accademia Filarmonica Romana (Teatro Olimpico), al Sinopoli Festival (Taormina), a Rai Nuova Musica (Torino), al Festival Play.it! (Firenze, ORT).

La Riserva dimenticata. Passeggiata nei luoghi poco noti della Riserva Naturale Regionale “Punta Aderci” di VASTO


La sezione vastese di Italia Nostra organizza, per domenica prossima 7 febbraio, una passeggiata nella Riserva di Punta Aderci, alla scoperta di quei luoghi sconosciuti ai più, ma che pur rappresentano l’essenza vera per la quale vengono istituite Aree di tutela, cioè la Conservazione Naturalistica.
L’iniziativa vuole fare conoscere gli aspetti ecologici caratteristici del sito, ma intende anche denunciare lo stato di degrado nel quale versano alcuni luoghi che dovrebbero, invece, essere tutelati.
Sembrerebbe, in queste aree di assoluto pregio naturalistico ed ambientale, che la conservazione sia scemata con il passare degli anni, tant’è che oggi nell’immaginario collettivo il territorio della  Riserva di Punta Aderci pare estendersi alla sola “spiaggetta” di Punta Penna ed all’area nord prossima il suggestivo promontorio d’Erce.
Parimenti, sul piano funzionale prevalente, la Riserva naturalistica appare come trasformata, in località di sola attrazione turistica.
In tutto questo c’è qualcosa che non funziona, qualora continuasse ad evolvere un tale “disegno” si avrebbe l’irrimediabile perdita della finalità di tutela e conservazione del Bene Ambientale.
Due anni fa sempre Italia Nostra aveva organizzato una passeggiata alla scoperta del selvaggio percorso che utilizza la sede dell’ex tracciato ferroviario e delle sue aree limitrofe, offrendo ai partecipanti la possibilità di scoprire quanto fosse ricca di testimonianze storiche e naturalistiche quel segmento all’interno della riserva, che invece all’epoca si paventava di occupare con un’invasiva pista ciclabile.
L’incontro degli “equipaggi” è fissato alle ore 8:45 presso il Parcheggio fotovoltaico, di fronte il Palazzetto dello Sport. Si raccomanda di venire con idonee calzature ed abbigliamento per escursione: anche se il percorso è comodo e facile si segnala la presenza di fango in alcuni punti.

Durata della passeggiata stimata in due ore.
All’iniziativa sono ovviamente caldamente invitati a partecipare tutti coloro che intendono proporsi alla guida di Vasto nelle prossime elezioni comunali.

Prof. Davide Aquilano


Presidente della Sezione di Italia Nostra del Vastese

mercoledì 3 febbraio 2016

HA RAGIONE GABRIELE CERULLI. IL NOSTRO IMPEGNO PER MASSIMO

L’amico Gabriele Cerulli lo ha detto chiaramente. Massimo Desiati sarà sindaco di Vasto. L’argomentare è chiaro e in larga parte condivisibile, soprattutto nell’analisi, molto realistica, sullo stato attuale di una sinistra che nella nostra città (lo dico con parole mie delle quali sono responsabile penalmente io solo) ha brillato soltanto nel familismo. In dieci anni, Lapenna, cui non mancano certe capacità, ha creato un sistema che però, ormai, è giunto al capolinea perché da arraffare non c’è più niente. Questa giunta ora può solo avvelenare i pozzi, e in effetti lo sta facendo, per mero dispetto nei confronti del prossimo primo cittadino. Certo, Massimo Desiati, per insediarsi a Palazzo di Città, deve intanto vincere le primarie. Sul punto, sono ottimista, ma con l’avvertenza che occorre l’impegno di tutti, di tutti noi suoi sostenitori, da subito. Abbiamo visto, e i sensi non ingannano (io c’ero), le persone presenti dieci giorni fa durante la prima, grande uscita pubblica a sostegno della candidatura di Massimo, e abbiamo potuto constatare quanti cittadini fossero disciplinatamente in fila per apporre la loro firma. L’esito finale dipende da noi, nessuno escluso.

g.z. 

CONFARTIGIANATO: “VERA CATASTROFE, PERDITA DI 200 MLN DI EURO ALL’ANNO”


CHIUSURA BASE RYANAIR IN ABRUZZO

“I negozi si svuoteranno, sarà un massacro per alberghie ristoranti. Minori entrate per 800mila euro al giorno”
“Comune e Regione istituiscano subito un tavolo di emergenza per una trasformazione della Saga”

Pescara, 3 febbraio – «Un vero e proprio ‘tsunami’, una delle peggiori catastrofi possibili, undisastro economico per la nostra città e per la nostra regione, già dilaniate dalla crisi economica, che non è affatto superata. Un colpo di grazia alla nostra economia, di fronte al quale non possiamo rimanere immobili». Così Confartigianato Pescara a proposito della chiusura della base Ryanair, annunciata ieri dalla compagnia irlandese, e della riduzione dei collegamenti operati dal vettore a due sole destinazioni. L’associazione, che stima le perdite annuali in circa 200 milioni di euro, chiedel’istituzione immediata di un tavolo di emergenza, per una «trasformazione della Saga».
«L’addio di Ryanair all’Abruzzo – spiega il presidente di Confartigianato Commercio Pescara,Massimiliano Pisani – farà perdere circa 800mila euro al giorno di fatturato alle nostre imprese. Verranno meno, nell’immediato, centinaia di posti di lavoro. I negozi si svuoteranno ulteriormente e gli operatori stranieri che hanno investito nella nostra regione scapperanno. Sarà un vero e proprio massacro per alberghi e ristoranti. Le centinaia di migliaia di viaggiatori che non passeranno più per l’Abruzzo si tradurranno in una perdita di 150-200 milioni di euro all’anno, oltre al danno di immagine incalcolabile di fronte a tutti quei turisti ed operatori commerciali che hanno investito sulla nostra regione».
Confartigianato Pescara chiede al sindaco del capoluogo adriatico, Marco Alessandrini, e al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, «un incontro immediato per affrontare il gravissimo problema in modo efficace. La nostra richiesta – dicono all’associazione – va ben oltre il salvataggio della base Ryanair: al centro dell’attenzione deve esserci la Saga, società che gestisce l’aeroporto, fresca di ricapitalizzazione, con svariati milioni di euro, a causa delle perdite consistenti».
«Nutriamo seri dubbi sull’operato della Saga – aggiunge Confartigianato – non solo i risultati con il vettore irlandese, ma anche il volo Pescara-Mosca, voluto dalla nostra associazione con enorme fatica e mestamente cancellato pochi giorni prima del suo decollo. Per non parlare dei voli con destinazioni davvero discutibili. Non entriamo nel merito di tutto questo, ma teniamo al nostro futuro e intendiamo difendere in ogni modo la vocazione turistica della nostra regione».
«Chiediamo quindi, alla Regione e al Comune, l’istituzione di un tavolo di emergenza per una immediata trasformazione della Saga in una nuova società interamente pubblica e trasparente, che abbia all’interno rappresentanti di tutte le associazioni di categoria, i quali, a titolo gratuito, dovranno lavorare per creare nuove rotte e contratti con manager specializzati, prevedendo penali in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. Vogliamo salvare il turismo in Abruzzo e per farlo servono aerei e voli, non chiacchiere».

VASTO. DESIATI: DA QUESTA AMMINISTRAZIONE SOLO SCIATTERIA

Sciatteria. E’ il sostantivo più appropriato per definire ciò che ha contraddistinto l’iter con cui il Comune di Vasto ha opposto il proprio diniego all’installazione di una nuova antenna di telefonia su Montevecchio. Suona, infatti, come fosse una implicita autorizzazione alla installazione un diniego presentato in ritardo che, di fatto, non può che essere interpretato come un silenzio-assenso ed è per questo che il TAR di Pescara ha respinto il ricorso con cui il Comune di Vasto ha tentato, forse con un atteggiamento di facciata e solo molto tardivamente, di evitare il traliccio.
Si staglierà, dunque, sui profili di Montevecchio una nuova antenna telefonica, con buona pace degli operatori turistici e dei residenti che pur si erano opposti fortemente per evitare invasioni elettromagnetiche sul territorio ed un impatto paesaggistico in una zona da sempre ritenuta tra le più belle della città. Non per una ragione riconosciuta come tale si erigerà l’antenna ma per pura sciatteria dell’amministrazione comunale.
Questo ultimo caso fa il paio con un’altra “perla” che mostra la scarsa attenzione riservata alle procedure amministrative comunali, altro che trasparenza! Infatti, nei giorni scorsi, abbiamo verificato come, nel periodo ricompreso tra l’01.08.2015 ed il 13.01.2016, un Dirigente comunale precedentemente incaricato, ad interim, a svolgere le funzioni di altro Dirigente temporaneamente sospeso dall’incarico, non si sia visto riconfermato, con Decreto sindacale, il potere di firma in materia di Amministrazione e Finanza, Tributi, Personale, Provveditorato/Economato, Patrimonio e Demanio. Questo grave vuoto di potere ha posto tutti gli atti compiuti in ordine a dette materie nelle condizioni di “annullabilità” per “incompetenza impropria” del Dirigente al quale, per sciatteria appunto, l’amministrazione comunale aveva… dimenticato di rinnovare l’incarico ad interim. Situazione forse sanabile dal punto di vista formale ma che certo denota la trascuratezza e la negligenza con cui la città viene amministrata.
La macchina burocratica del nostro Comune va completamente rivista e riqualificata e sarà questo uno dei primi impegni della prossima amministrazione comunale!

                                    
Massimo Desiati

martedì 2 febbraio 2016

CARO MATTARELLA, MA DI COSA HAI PAURA? DEI MORTI?


Uno Stato, la Repubblica Italiana, che ha paura dei morti. Caro Presidente Mattarella, commuoversi dinanzi alle vittime di una sola etnia, depositare fiori alle Fosse Ardeatine, durante le ricorrenze comandate, e voltarsi dall'altra parte per situazioni analoghe, per certi versi peggiori, è poco cristiano. Cristo ci ha insegnato che esistono morti di serie A e morti di serie B? Questo ti hanno insegnato al catechismo? A me, per la verità, e ne sono orgoglioso, hanno insegnato altro. E mi hanno anche insegnato che non si deve piegare la testa dinanzi ai potentati o, per meglio intenderci, leccare il culo ai potenti. Questo Stato, del quale tu sei il capo, è nato e si fonda sul sangue, sui campi di concentramento, sugli stupri, sulle spoliazioni, sul genocidio del popolo meridionale. Un milione di morti su una popolazione di nove milioni non ti sembra una mostruosità? A me basterebbe che tu depositassi un fiore a Fenestrelle. Oppure devo pensare che il tuo animo non prova nulla trattandosi, in fin dei conti, di meridionali, straccioni, barbari e puzzolenti, così come li raffigura la vulgata risorgimentale? Nella speranza che i fatti, quelli veri, del cosiddetto risorgimento non siano più coperti dal segreto di Stato.

Giacinto Zappacosta

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lunedì 1 febbraio 2016

“Vivere con l’epilessia”, tanta gente al convegno alla ‘Società Operaia di Mutuo Soccorso’

“L’Accademia de’ Scugnizze” ha consegnato un assegno all’Anffas per sostenere le attività
 
VASTO - È stato un successo il convegno “Vivere con l’epilessia – Aspetti clinici, psicologici e culturali”, a supporto della presentazione del libro, di pari titolo, di Rita D’Amico, Mafalda Cipulli e Lia Giancristofaro, tenutosi sabato scorso presso la sala convegni della ‘Società Operaia di Mutuo Soccorso’ a Vasto. Dopo i saluti ai convenuti, espressi da Mario Di Luca, Presidente de “L’Accademia de’ Scugnizze” Onlus, promotrice e sponsorizzatrice dell’evento, da Filippo Pietrocola, Presidente della ‘Società Operaia di Mutuo Soccorso’ che, unitamente al Comune di Vasto, alla Provincia di Chieti, a Controcorrente, Fita e Fita Abruzzo, ha patrocinato l’evento, e dall’Assessore alle Politiche e Servizi Sociali, Anna Suriani, la parola è passata alle autrici del libro. Il moderatore, Marco di Michele Marisi, giornalista, infatti, ha invitato a prendere la parola, di volta in volta, Mafalda Cipulli, dirigente medico, specialista in Neurologia presso l’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale di Vasto, Rita D’Amico,  ricercatrice dell'Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive del CNR di Roma e Lia Giancristofaro, specializzata in Diritto Internazionale, Bioetica, Scienze delle comunicazioni. Queste hanno illustrato l’epilessia sotto l’aspetto patologico, psicologico ed evolutivo della ricerca. E l’hanno fatto con proprietà e, nel contempo, semplicità di linguaggio, tipici di chi, nella piena padronanza della materia trattata, fa di tutto affinché anche chi ascolta possa seguire e capire. Molte credenze popolari sono state scientificamente demolite. Credenze che, retaggio di errate convinzioni medievali, ancora oggi diffusamente sopravvivono, alimentate da ciarlatani, maghi e falsi guaritori. È stata la volta poi, in qualità di testimonianza, di Paola Mucciconi, Presidente dell’Anffas di Vasto, che ha illustrato alcuni risultati della sua quotidiana opera meritoria verso i disabili. Ha preso infine la parola Corinto Vitulli, Presidente dell’Associazione E.A.MO, Epilessia Abruzzo e Molise, per denunciare le numerose carenze se non addirittura le colpevoli assenze da parte delle Istituzioni nei confronti di chi ha la sventura di avere o di dover gestire disabilità. A conclusione Pina di Paolo, madrina della serata, ha consegnato a Paola Mucciconi un piccolo aiuto da parte de “L’Accademia de’ Scugnizze” Onlus, all’Anffas.

IL POTENTATO EBRAICO. LASCIATECI VIVERE. NON AVRO' MAI L'OSCAR, LO SO

Nella consapevolezza di inerpicarmi lungo il sentiero ripido e sdrucciolevole del politicamente scorretto, nel caso mio meglio sarebbe dire del politicamente antipatico, mi pongo e vi pongo una domanda. Dire, come in effetti dico, che gli ebrei, a livello planetario, costituiscono un potentissimo gruppo di pressione, ascoltato, riverito e vezzeggiato, sempre, merita l'accusa di anti-semitismo? Quello che non accetto è la stadera mal tarata, quella invisibile e mostruosa dittatura massmediatica per la quale, ad esempio, i bambini palestinesi, profughi a casa loro, morti sotto le bombe recanti la stella di Davide, valgono meno, dato il silenzio dei telegiornali forse anche zero, rispetto alle vittime che vestono la kippah. La a-simmetria, fortemente sbilanciata, reclama, sotto il profilo giuridico, una tutela che non ha nessun'altra etnia, nemmeno la più perseguitata, quale, forse, è quella armena, quale, di certo, è quella napoletana, quest'ultima massacrata, stuprata nella sua espressione femminile, dai fratelli liberatori di Garibaldi e Vittorio Emanuele. Se reato deve essere, quello della negazione, bisognerebbe estenderlo a pro di tutti i popoli. Mi sembra evidente, eppure l'ovvio fatica a farsi largo tra le menti narcotizzate. Mentre ci avviamo verso una verità di Stato, sostenuta, in tutto l'orbe, dalla minaccia della sanzione penale per chi dovesse pubblicamente debordare, mi chiedo, ancora, e vi chiedo: si arriverà a punire l'ignoranza? Se cioè una persona, in buona fede, dovesse affermare di non avere contezza dei campi di sterminio, sarebbe passibile di pena detentiva? Senza contare, poi, che verrebbe meno il principio, basilare nel nostro ordinamento, della tassatività della legge penale. La furbata, efficace sotto il profilo propagandistico, è nell'indimostrato e indimostrabile assioma: 'le critiche allo Stato di Israele sono espressione di anti-semitismo'. Perfetto. L'irritazione, per chi cerca di farsi funzionare il cervello, non consegnandolo all'ammasso, raggiunge il limite della sopportabilità di fronte a chi, per opportunismo sfacciato, in fin dei conti per soldi, nega l'esistenza dei campi di sterminio dei Savoia, quelli dove furono ammassati i soldati napoletani fedeli a Francesco II di Borbone. Piangere, e voler essere accompagnati nel pianto, a fronte delle vessazioni subite nel secolo scorso, sappiamo, non può essere l'alibi per occupare urbanisticamente la parte est di Gerusalemme. E non può essere nemmeno la chiave di lettura dei testi evangelici a proposito della Passione di Cristo. Anche in quella occasione uomini con la kippah si intestardirono contro Gibson, colpevole di aver mostrato, diversamente da uno Zeffirelli, prudente, per non dire prono, il popolo di Gerusalemme che gridava 'crocifiggilo'. La frase, irripetibile e impronunciabile, deve essere cancellata, quel tradimento consapevole, 'quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?' (Matteo, 26,14) è riscritta, di fatto, a favore dei potenti. Shalom. Fateci vivere. Non vincerò mai l'oscar: non importa. Nemmeno il Nobel. Comandano anche lì. 
Due grandi gruppi: loro, gli eletti, e tutti gli altri, ridotti al rango di bestie parlanti. A parte la valenza negativa, a livello pedagogico, di costringere i bambini a festeggiare una giornata della memoria, con ciò indicando, come verità di Stato, esservi una sola etnia vittima di genocidio, vorrei fare poche, semplici osservazioni. Gli israeliti furono scelti da Dio, potremmo dire con buona approssimazione, attingendo da terminologia a noi più vicina, quale depositum fidei, a custodire il monoteismo per poi consentire, tramite la più alta Creatura, quell'Incarnazione che ha diviso il tempo in prima di Cristo e dopo Cristo. La tendenza degli ebrei, Apostoli compresi, è stata sempre quella di limitare l'evangelizzazione nell'ambito giudaico. Fu San Paolo, cittadino romano, Apostolo delle genti, a porre le basi per una predicazione tra i Gentili. Ora, non riconoscendo gli ebrei il Nuovo Testamento, e quindi la venuta di Cristo, vivono quel privilegio di essere stati scelti come uno status che si protrae all'infinito. E' quella forma mentis, pericolosa, che importa una ricerca del potere, in ogni campo. Lo vediamo. Tenetevi il vostro potere, ma lasciate vivere nel nostro piccolo spazio. 

G.Z.

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domenica 31 gennaio 2016

ESATTAMENTE 171 ANNI FA VENIVA PUBBLICATO 'IL CORVO' DI ALLAN POE

Al di là della vulgata che degrada Edgar Allan Poe ad un semplice e anonimo, banale direi, scrittore del genere horror, ci troviamo di fronte ad un intellettuale di spessore, scrittore, poeta e critico letterario. I romanzi (anche quelli che, per semplicità, possiamo chiamare polizieschi) sono la cornice entro la quale l’autore muove le fila di una trama mai scontata, al di fuori, o contro, una logica e un sistema narrativo prevedibili. Anzi, l’autore va oltre, fino a ribellarsi alle norme che, in re ipsa o per mera, stanca convenzione, sembrano governare l’agire umano. Norme e regole, appunto, che sussistono per chi vi si adagia, compiaciuto, come avviene per i più. “Così avere una memoria salda e attenersi fedelmente alle regole sono punti generalmente considerati come il meglio, il massimo del ben giocare. Ma è nei casi che si collocano fuori delle pure e semplici regole che si manifesta l’abilità dell’analista”. Le osservazioni e le trovate dei personaggi contestano, tra le altre cose, la validità stessa della statistica. Sentite questa: se io lancio i dadi ed ottengo un dato punteggio, poniamo cinque, perché al lancio successivo non posso ottenere un altro cinque? O meglio, chi o cosa, o quale teoria, quale calcolo può dirmi che al secondo lancio io non possa ottenere un altro cinque? O comunque indicarmi in termini probabilistici vari possibili esiti della seconda giocata? Il primo lancio, una volta effettuato, e una volta verificatone il risultato, appartiene al passato, è consegnato alla storia senza alcun gravame sul presente. “La narrazione che segue apparirà al lettore come una sorta di commento alle proposizioni ora enunciate”: così in un suo racconto. Ecco quindi che quella impostazione filosofica si sostanzia nelle novelle, alcune delle quali assurgono a componimenti lirici. Vengono fuori la cultura classica, la conoscenza del greco antico e del latino, la raffinatezza nella scelta della metrica nelle poesie, che sono parte notevole della produzione letteraria dell’autore, come pure rivestono notevole interesse i saggi di critica e di estetica. Fra questi, con le iperboli proprie di un racconto vivace, “Come si scrive un articolo alla Blackwood”, una sorta di guida al bel comporre, ma soprattutto “Fondamento del versi” e “Filosofia della composizione”. La pretesa, non so quanto riuscita, ma senz’altro interessante sotto altro profilo, è quella di smontare, da un punto di vista logico, una qualsiasi opera letteraria; meglio ancora siamo alla costruzione di un’opera scegliendo e scartando, pezzo per pezzo, come in una bottega artigiana. “Tra parentesi, vi è noto che Godwin scrisse a ritroso il suo Caleb Williams? Egli dapprima imbrogliò il suo eroe in un groviglio di difficoltà, formando il secondo volume, e poi, nel primo, si sforzò di trovare qualche modo di giustificare quanto aveva fatto" (“Filosofia della composizione”). Siamo al rovesciamento dell’arte come intuizione di un’idea, sintesi a priori di forma e sostanza, siamo in zone inesplorate dell’estetica, siamo di fronte all’artista quale padrone assoluto delle sue scelte. L’arte come figlia dell’intelligenza. O forse siamo semplicemente di fronte ad un artifizio dialettico. Sempre e comunque interessante. “Gli scrittori – in modo particolare i poeti – preferiscono far credere ch'essi compongono con una specie di sottile frenesia – con un'estatica intuizione – e certamente rabbrividirebbero di permettere al pubblico di vedere dietro la scena le elaborate e vacillanti crudezze del pensiero”. Eccoti, di conseguenza, e a mo’ di esempio, la genesi della poesia Il Corvo, la più generalmente nota tra le tante composte dall’autore. L’intenzione, dichiarata, e poi argomentata, è quella di dimostrare che nessuna parte di essa è dovuta al caso o all’intuizione e che “l’opera procedette, passo passo, con la precisione e la rigida conseguenza di un problema matematico”. La prima regola attiene all’estensione, atteso che se un’opera letteraria è troppo lunga per essere letta in una sola seduta, è giocoforza rinunciare all’effetto che è dato dall’unità d’impressione “perché interferiscono nella lettura le faccende del mondo e, così, ogni cosa in quanto totalità è subito distrutta”.  L’estetica crociana ne esce preventivamente annientata. Rimane da capire come si possa leggere e gustare la Divina Commedia in una unità di tempo.


Giacinto Zappacosta    

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sabato 30 gennaio 2016

“Vivere con l’epilessia”, oggi il convegno alla ‘Società Operaia di Mutuo Soccorso’

Rita D’Amico, Mafalda Cipulli e Lia Giancristofaro presenteranno il loro libro

VASTO. Si terranno oggi, sabato 30 gennaio, alle ore 18, presso la sala convegni della ‘Società Operaia di Mutuo Soccorso’, in Vico Raffaello n° 1 (traversa Corso de Parma) a Vasto, il convegno e la presentazione del libro “Vivere con l'epilessia - aspetti clinici, psicologici e culturali”, organizzato dall’associazione culturale e laboratorio d’arte filodrammatica “L’Accademia de’ Scugnizze” Onlus. Dopo i saluti di Mario Di Luca, Presidente de “L’Accademia de’Scugnizze” e di Filippo Pietrocola, Presidente della ‘Società Operaia di Mutuo Soccorso’, saranno le autrici del libro che ha dato il titolo al convegno, Rita D’Amico, Ricercatore del CNR, Mafalda Cipulli, Neurologa, e Lia Giancristofaro, Antropologa, a trattare il tema nello specifico. Nel corso dell’iniziativa interverranno anche Corinto Vitulli, Presidente E.A.MO Epilessia Abruzzo e Molise e Paola Mucciconi, Presidente dell’Anffas Vasto. A moderare il dibattito sarà Marco di Michele Marisi, giornalista. L’evento è patrocinato da: Comune di Vasto, Provincia di Chieti, Csv, 'Società Operaia di Mutuo Soccorso', Controcorrente, Fita e Fita Abruzzo.

venerdì 29 gennaio 2016

IL 75% DEGLI ABRUZZESI USA IL RISCALDAMENTO AUTONOMO. METANO PRINCIPALE FONTE DI ALIMENTAZIONE

Pescara, 29 gennaio – Il 76,2% delle famiglie abruzzesi utilizza impianti di riscaldamento autonomo; il 20,4% usa apparecchi fissi o portatili. Le principali fonti di alimentazione sono metano (70,6%) e biomasse (23,4%), seguiti da energia elettrica (2,9%) e Gpl (2,2%). Il 45,6% delle famiglie possiede un impianto aggiuntivo a quello principale; nel 72% delle abitazioni viene usato lo stesso impianto per il riscaldamento dell’ambiente e dell’acqua. E' quanto emerge da uno studio di Confartigianato Abruzzo, che ha elaborato i dati contenuti in un'indagine della confederazione nazionale.
Analizzando i dati emerge, inoltre, che il 38,4% delle famiglie fa uso di legna per scopi energetici, per un consumo complessivo di 949.107 tonnellate; il 5% utilizza pellet, per un totale di 55.236 tonnellate. Se la quasi totalità delle famiglie risiede in abitazioni dotate di impianto di riscaldamento degli ambienti e dell’acqua, i sistemi per il raffrescamento sono presenti nel 13,4% delle abitazioni.
Per quel che riguarda la diffusione degli elettrodomestici, in Abruzzo il 99,4% possiede un frigorifero, il 96,4% una lavatrice, il 42,5% una lavastoviglie, il 38,7% un freezer e l'1,6% un'asciugatrice.
Nella regione - rileva Confartigianato Abruzzo - nel terzo trimestre del 2015, operano 3.173 imprese artigiane che si occupano di installazione di impianti, per un totale di 6.505 addetti: 1.538 imprese operano nell’ambito dell'installazione di impianti elettrici, 1.489 nell’ambito di idraulici e condizionamento dell’aria, mentre 146 imprese operano in altri lavori di impianti.
A livello territoriale, in provincia di Chieti operano 857 imprese artigiane (441 installazione elettrica, 337 idraulici e condizionamento dell’aria, 39 altro), mentre gli addetti totali al settore sono 3.209. Nel Pescarese 789 imprese (372, 371, 46), per un totale di 2450 addetti operanti nel settore. In provincia di Teramo 737 imprese (364, 340, 33), per un totale di 2491 addetti. Nell'Aquilano, infine, operano 790 imprese (361, 401, 28), per un totale di 2.220 addetti al settore.
In Italia, per l’installazione e la manutenzione, ci sono complessivamente 176.918 imprese; di queste, 129.054, cioè il 72,9% del totale, sono artigiane. Il 98% delle famiglie italiane vive in abitazioni dotate di un impianto di riscaldamento dell’ambiente.
«Nelle more della riorganizzazione su scala regionale – afferma il presidente Impiantisti di Confartigianato Abruzzo, Bruno Liberati - chiediamo alla Regione la prosecuzione delle attività riguardanti il servizio di certificazione ed ispezione biennale degli impianti termici, attualmente svolto dalle province di Chieti e Teramo sui territori di propria competenza, al fine di evitare danni irreversibili in un comparto che vede attivi in Abruzzo circa 5.000 addetti».