martedì 16 settembre 2014

5EURONETTI: E’ DRAMMA PER COLLABORATORI, IN 20 SENZA REDDITO


CHIUDE ‘IL TEMPO’ ABRUZZO

Precari sono parte maggioritaria sistema informazione, democrazia ko in Abruzzo


Pescara, 16 settembre – 5EURONETTI, la rete dei freelance e precari dell’informazione abruzzese, si associa alla preoccupazione espressa dal presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, e dai vertici dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo e del Sindacato Giornalisti Abruzzesi, in merito all’imminente chiusura della redazione abruzzese de “Il Tempo” e ai pesanti tagli che rischiano di colpire la redazione de “Il Messaggero” in Abruzzo. 

Nell’esprimere solidarietà ai redattori de Il Tempo, che dal 13 ottobre saranno messi in cassa integrazione a zero ore, 5EURONETTI intende porre l’accento sulla condizione dei circa venti collaboratori del giornale, che non hanno diritto ad alcun tipo di ammortizzatore sociale e che, dunque, a partire dal mese prossimo, risulteranno disoccupati e privi di reddito. Parallelamente, nella redazione regionale de “Il Messaggero”, sono sempre i collaboratori a pagare il prezzo più salato, subendo una riduzione unilaterale dei compensi, già piuttosto esigui.

5EURONETTI accoglie con favore la proposta del presidente Di Pangrazio, relativa “all’organizzazione degli Stati Generali dell’Informazione entro la fine dell’anno”, ma esorta fin da adesso tutte le parti in causa a prestare la necessaria attenzione alla condizione dei giornalisti precari, che rappresentano ormai la parte maggioritaria del sistema dell’informazione, sono in prima linea nelle strade e nei palazzi del potere, ma risultano sottopagati, privi di diritti e senza tutele. 

5EURONETTI sottolinea come la riduzione degli spazi del pluralismo, la compressione dei diritti dei collaboratori e l’inadeguatezza delle retribuzioni che spettano ai giornalisti precari, tendano a pregiudicare l’indipendenza e l’autonomia del sistema dell’informazione, generando gravi ripercussioni sulla qualità della democrazia nella nostra regione.





VASTO. AMBIENTE, NON CI SIAMO

Associazione Onlus
Ambiente Sport e Cultura


Vasto, 16.9.2016 
  
I volontari dell’Associazione Ambiente Sport e Cultura onlus, nei giorni scorsi, hanno provveduto a prelevare campioni liquidi dalle acque in scorrimento presso Vallone Maltempo di Vasto, Vallone Osceno di Colle Marrollo di Scerni e Fiume Osento.
Questa Associazione ha provveduto a far analizzare, da laboratorio di analisi privato, quanto prelevato e ne sono scaturiti risultati che devono urgentemente allertare le Autorità. Infatti, in tutti e tre i luoghi citati, dall’esame microbiologico eseguito con metodo scientificamente riconosciuto, il tutto documentato da reportage fotografico, sono stati rilevati valori superiori e ben oltre la soglia sopportabile di sostanze quali: Coliformi totali, Coliformi fecali, Streptococchi ed E. Coli. Tali acque, così compromesse, vengono convogliate in mare dal Fiume Sinello ed Osento.
L’aspetto relativo a Vallone Maltempo, così evidenziato, prende origine dalla mancata definitiva messa in sicurezza della vecchia discarica lì insistente e dal mancato funzionamento del depuratore di Cupello, situazioni più volte e da tempo messe in evidenza da questa associazione. Stessi motivi legati al mancato funzionamento dei depuratori, a volte addirittura inesistenti, compromettono pesantemente le condizioni del Fiume Osento.
Altra vicenda è quella relativa alle operazioni di rimozione rifiuti vari, anche altamente infiammabili, che ha interessato le sponde del Fiume Sinello. Tale intervento, più volte sollecitato da questa Associazione, è stato accompagnato da battage pubblicitario da parte del Comune di Vasto ma il materiale ivi raccolto, a tutt’oggi, è stato semplicemente stoccato, in alte cataste, sotto il vicino ponte autostradale dell’A14 e mai più prelevato, costituendo così un rinnovato pericolo di autocombustione. Altro destino hanno, invece, avuto i rifiuti depositati nell’alveo del fiume, i quali sono stati sospinti, dalle correnti fluviali, direttamente in mare. 
E’ nei programmi di questa Associazione il monitoraggio dell’intero territorio regionale, avendo già rilevato come siano presenti molte altre situazioni di crisi dovute alla scarsa manutenzione e cura di ampie zone.
La presente nota viene inviata alle Procure della Repubblica competenti per territorio e agli organismi di Polizia giudiziaria.

Paolo Leonzio

Direttore Associazione Onlus Ambiente Sport e Cultura

Ehi tu Hai midollo?


Il 27 settembre tornerà l'evento nazionale "Ehi tu Hai midollo?" nato per sensibilizzare alla donazione di midollo osseo.

In Abruzzo l'unica piazza sarà nella frazione aquilana di Paganica.

lunedì 15 settembre 2014

Sfondato il vetro della bacheca di Fratelli d’Italia-An in Via Marchesani a Vasto

I dirigenti del partito: “Chi pensa di metter paura a qualcuno si sbaglia di grosso”

VASTO. Il vetro della bacheca di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Via Marchesani a Vasto ridotto in frantumi da ignoti, nei giorni scorsi. “Se pensano di mettere paura a qualcuno o di fermare qualche nostra battaglia, si sbagliano di grosso” ha detto senza tentennamenti Marco di Michele Marisi, esponente del partito di Giorgia Meloni. “Atto di vandalismo, antipatia politica o segnale che sia, abbiamo sporto regolare denuncia, stamani, presso il Commissariato di Vasto, verso ignoti. Non vogliamo speculare sulla questione sicurezza, ma non si può non considerare anche questo, al di là della natura dell’atto che ci auguriamo le indagini riusciranno a far emergere, l’ennesimo segnale di un centro storico in preda a vandali e delinquenti.”

“Indipendentemente dal movente dell’accaduto – ha aggiunto il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia-An, Etelwardo Sigismondi - devo purtroppo constatare l’ennesimo episodio di vandalismo compiuto nel centro storico della città. Da tempo siamo impegnati in una serrata campagna di denuncia dello stato di insicurezza della città ed in particolare del cuore antico di Vasto. Non mi meraviglierei affatto se proprio queste nostre attività abbiano spinto mani ignote a compiere un simile atto di teppismo nei nostri confronti. In ogni caso – ha concluso Sigismondi – l’impegno di Fratelli d’Italia-An sul tema della sicurezza, va avanti.”

Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale - Vasto

ALLA RICERCA DELLA VERGINITA’ PERDUTA

Sant’Onofrio val bene una messa

Qualcosa non quadra, stride. Sa di rancido. La triste vicenda dell’ospizio di Sant’Onofrio, che per la verità ha le sue scaturigini nella precedente gestione regionale, vuole essere, nelle intenzioni del protagonista (in negativo, ovvio), il trampolino di lancio verso nuove disavventure politiche, a cominciare dalle prossime, e non lontanissime, elezioni comunali vastesi. Il reducismo, fenomeno psico-sociale, che ha una sua valenza, fa il resto. Sembra di sentirlo: “Solo da due mesi non sono più consigliere regionale e già mi trattate così …”. Detto, fatto. La visibilità mass-mediatica è lì a portata di mano. Perché non approfittarne? Viene però da chiedersi, e da chiedergli: tu, caro Tagliente, quando eri per l’appunto consigliere regionale di maggioranza, cosa hai fatto per prevenire tutto questo? Dovresti sapere, ed in effetti sai, che la costante opera di depauperamento della rappresentatività del territorio vastese, attuata da Chiodi, sul punto specifico per davvero decisionista, è, se non la causa immediata, perlomeno il presupposto storico di quello che adesso è sotto gli occhi di tutti. In quei frangenti, l’ex sindaco ed ex consigliere regionale dov’era? Cosa ha fatto? Tutte domande che resteranno senza risposta, come senza risposta è quell’altra domanda che gli sto rivolgendo da anni: cosa ha fatto il Tagliente, da sindaco, a tutela dell’immenso patrimonio custodito all’interno di Palazzo d’Avalos? A cominciare dai quadri di piccole dimensioni, i più esposti ad eventuali, possibili sottrazioni. E quindi, in virtù di tutti questi precedenti, presentarsi ora come salvatore della patria appare fuori luogo, per non dire altro. Farsi da parte, in via definitiva e senza ripensamenti, sarebbe, a questo punto, una scelta obbligata. L’unica.

Giacinto Zappacosta


domenica 14 settembre 2014

TARANTO. CARO RENZI, GRAZIE PER IL DISAGIO ARRECATO A QUESTA CITTA'

Questo il testo del massaggio che ho inviato a Renzi


MESSAGGIO PER IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DR MATTEO RENZI

Caro Renzi,

la sua visita a Taranto, nata sotto cattivi auspici, non ha sortito l’effetto che lei sperava. Ma non deve preoccuparsi: l’informazione di regime ha provveduto a porgere il resoconto a pro di un suo incremento di consensi, caro Renzi. I fischi, la contestazione, la rabbia dei Tarantini sono oramai evaporati anche nella sua memoria, caro Renzi. Lo so: il suo 41%, sono pronto a scommettere, la prossima volta si attesterà al 42%, un successo senza precedenti. Però io, al posto suo, rifletterei sui motivi di quella manifestazione sul lungomare di Taranto, tenendo conto che magari da questa splendida città potrebbe nascere un movimento popolare di rinascita e di riscatto per una terra stuprata e offesa. In verità, il motivo per il quale le scrivo, caro Renzi, è un altro, motivo che chiama in causa tutto un sistema, una mentalità che vede il cittadino come un minus habens, una bestia parlante, un mero accidente della storia. Voglio parlarle degli autobus delle linee urbane di Taranto, caro Renzi. La sua visita ha prodotto il blocco della circolazione dei mezzi pubblici, in un orario, tra l’altro, nel quale i ragazzi escono da scuola. Non è colpa sua, mi rendo conto, ma il punto è che il potere (devo usare la P maiuscola?) non considera quello che una volta si chiamava il popolo, non si abbassa a riflettere sulle esigenze minimali della cittadinanza. Lo stesso avvenne per la visita dell’allora ministro Clini: la Città Vecchia (sorge su un’isola: le consiglio una visita) bloccata, traffico impazzito e imprecazioni a non finire. Glielo dico, caro Renzi, in modo che la prossima volta potrà fare una telefonata in prefettura e dare disposizione per un piano di sicurezza meno invasivo e più rispettoso nei riguardi dei cittadini. Sa cosa significa trovarsi, senza preavviso, a piedi, in una città grande? Studenti, anziani, persone che hanno bisogno di spostarsi, caos, nessuno che ti dice niente. E poi famiglie in ansia che devono organizzarsi per raggiungere il centro con un’auto privata al fine di prelevare il congiunto in attesa sotto la pensilina. Ha riflettuto su tutto questo, caro Renzi? So che non mi risponderà. Figuriamoci. Mi interessa, in ogni caso, conoscere l’opinione dei Tarantini, o di quei pochi che vorranno leggermi.

Cordialità

14 settembre 2014

Dr Giacinto Zappacosta





PARTITI VERSO L’IGNOTO

L’ultimo, in ordine di tempo, giammai d’importanza, si chiama Nuovo Centro-destra e fa capo ad Angelino Alfano. Si tratta dell’ala filo-poltronica, e radicalmente filo-governativa, in anabasi dal berlusconismo, quelli che fanno fatica a stare all’opposizione (che, sono d’accordo, è una noia mortale), politici, in buona sostanza, adusi alla ribalta mediatica dal comodo posizionamento ministeriale. Per inciso, e molto sommessamente, l’Ncd è l’ulteriore riprova, plastica, storica, di un fatto ormai incontrovertibile, vale a dire la cronica, insuperabile incapacità di Berlusconi nello scegliersi gli amici. Il delfino che diventa avversario, o forse nemico: è tutto dire. A meno che, come qualcuno ha ipotizzato, non siamo in presenza di un colpo di teatro (dell’assurdo o dell’orrore, non saprei) che, nato dalla testa di Berlusconi nei panni di Minerva, ha prodotto un partito satellite di FI, bigemino rispetto a quest’ultimo. Insomma, e saremmo all’invenzione del secolo, si tratterebbe di “azzurri” governativi, truppe ausiliare degli “azzurri” ora all’opposizione. Speriamo non sia vero. Intanto una cosa fa rabbrividire, almeno quelli (siamo in pochi) che credono nella correttezza istituzionale e nel rispetto che si deve al popolo sovrano. Oppure, se si preferisce, alla parola data. Ora, la diaspora alfaniana non è stata consacrata né legittimata dagli elettori, ma, come si sa, nasce da una manovra di palazzo. Il discorso sarebbe semplice, apodittico: se vuoi cambiare partito, o fondarne un altro, ti dimetti da parlamentare e, da semplice cittadino, ricominci daccapo. Troppo facile, però, troppo limpido per una politica che ha smarrito se stessa.  

Giacinto Zappacosta 

sabato 13 settembre 2014

STA CROLLANDO TUTTO. LO STATO SI E’ LIQUEFATTO

In ogni caso, il pesce comincia a puzzare dalla testa

Un politico di lungo corso ne ha dato una spiegazione, rivoltando la frittata a proprio uso e consumo. Si tratta, questa è la dotta lezione, di un processo ascendente, che proviene dal basso, dal popolo, e, solo per successivo, accidentale contagio, aggredisce la classe dirigente. La corruttela, dunque, sussiste, col corollario di politici indagati a piede libero o in ceppi, perché gli Italiani pretendono le raccomandazioni. Per la verità, e a proposito di Italiani, tutti sappiamo, anche chi abita sull’Appennino e sulle Alpi, o in Pianura Padana, comunque lontano dal mare, che il pesce comincia a puzzare dalla testa. In una forma più colta (Machiavelli): mancano i buoni esempi, che sono alla base di tutto.
Comunque sia, e vengo al punto, stiamo assistendo al disfacimento non solo dello Stato, ma anche della stessa comunità nazionale, neghittosa, questo sì, nell’assistere ai fatti di cronaca che leggiamo sui giornali in queste settimane. Ci sono dentro, col letame fino al collo, in qualche caso anche un po’ più su, politici, distinti in sindaci ed ex-governatori, magistrati, vertici della Guardia di Finanza, banchieri. Se il politico delinque, chi deve controllare, o chi deve reprimere, si fa complice. È venuto a mancare l’argine naturale, il locus resistentiae, il fulcro su cui fare leva per ripristinare il minimo etico. Non mi si venga a parlare della presunzione di innocenza garantita dalla Costituzione e fatuità del genere: che il sistema, perché di sistema si tratta, sia marcio è sotto gli occhi di tutti, così come è evidente che la finalità della realizzazione delle grandi opere non sia nel soddisfacimento degli interessi collettivi, ma nella gratificazione di pochi beneficiari.  Nell’ignavia collettiva, ed è il fatto più grave, il sistema del malaffare, sistema collaudato, efficiente, mostra di essere tetragono rispetto alle spinte contrarie, pur sempre timide rispetto alla valenza criminale in atto, che provengono da  magistrati coraggiosi o da voci isolate della società civile. Possiamo dire che le varie associazioni a delinquere hanno sviluppato gli anti-corpi finalizzati al perpetuarsi dell’agire criminoso. Sta venendo meno tutto, dalla percezione del disvalore, alla moralità pubblica, alla certezza del diritto, alla efficienza dell’apparato statuale. Manca, soprattutto, l’indignazione popolare. Qualcuno aveva scritto che l’ira contro i vizi e la corruttela è virtù. È arrivata l’ora di incavolarsi. 

Giacinto Zappacosta    


venerdì 12 settembre 2014

Dalla parte dei capodogli e di tutti gli esseri viventi

Questa mattina, venerdì 12/10/2014, a Punta Penna si sono spiaggiati 7 capodogli, 4 sono stati ritrovati già morti, uno si è riusciti a metterlo in salvo in mare aperto, in questo momento i soccorritori lottano disperatamente contro il tempo per cercare di salvare gli ultimi 2.
E' un avvenimento drammatico, ma non è stata una inevitabile fatalità.
Non c'è bisogno di essere scienziati dell'ambiente, biologi marini, climatologi o metereologi per comprendere che la devastazione ambientale, l'inquinamento forsennato dei mari, l'insostenibile circolazione e moltiplicazione di produzioni tossiche dettate dalla sciagurata logica del profitto, sono all'origine di questa tragedia. Ed è ancora più grave che essa sia accaduta su una spiaggia che fa parte di una riserva naturale che deve essere rispettata e tutelata.
Se immaginiamo cosa ancora potrebbe succedere se andasse in porto, (come è nell'intenzione di governo, imprenditori e multinazionali senza scrupoli), la sempre più sbandierata petrolizzazione del medio e basso Adriatico, allora sì che la catastrofe sarebbe annunciata ed inevitabile.
Non è bastato che l'anno scorso il 13 aprile a Pescara in 40.000 abbiamo detto no allo scempio del progetto Ombrina, lor signori ci stanno riprovando ancora.
Addirittura nell'imminente decreto governativo “Sblocca Italia” si vuole inserire una clausola, per cui, su questioni riguardanti l'allocazione di impianti inquinanti, si baipasseranno anche eventuali pareri contrari da parte degli Enti Locali, avocando tutti i poteri decisionali al governo.
Tutto questo non può e non deve accadere. Bisogna essere pronti  a costruire altre mobilitazioni come quella del 13 aprile 2013 insieme a tutta la popolazione.

CONFEDERAZIONE COBAS di Chieti e Pescara

LA IATTANZA PADANA CADE SU UN APOSTROFO

Sono quelli sempre pronti a tifare per l’Etna e per il Vesuvio, con l’aggiunta del Marsili. L’auspicio, in stretto rito pagano-gallico, è che lapilli e gas venefici distruggano tutto ciò che si trovi a sud. A sud di che? Non importa, purché sia a sud. D’altra parte, la geografia non è il loro forte: basti ricordare un tale Speroni che, unico essere umano al mondo, vedeva, ben marcata, una linea di confine tra Calabria e Campania, due regioni, come noto, separate da un lembo di terra appartenente alla Basilicata. Sono quelli sempre pronti a ricordarci che l’ignoranza alberga immancabilmente a sud, dove sono di casa i sette peccati capitali. Però, a proposito di ignoranza, qualcosa non quadra, anzi stride, sconquassa, annientandola nel ridicolo, la dottrina padana, fino a ieri così solida, granitica. L’apostrofo, ce lo hanno insegnato a scuola (elementare), ha la sua importanza. Eccoti allora che un sacerdote del dio Po, in cerca di sovra-esposizione mediatica,  si fa immortalare, nell’aula del Senato, in una posa imbarazzante, che meriterebbe un bel “tre” in pagella, un quarto d’ora dietro la lavagna e la richiesta, da parte dell’insegnante, di un colloquio coi genitori del somaro. A pro dei padani, va specificato che l’espressione “qual è” non tollera l’apostrofo in quanto trattasi di troncamento, non già di elisione. Buono studio.



Giacinto Zappacosta 

giovedì 11 settembre 2014

LE SPERICOLATE PERIPEZIE DI UN POLITICO

Il fatto è risaputo e non abbisogna di commenti. In due parole: la leggiadra Mariastella, dalla natia Desenzano del Garda, qualche tempo addietro (eravamo nel 2001), quando era sconosciuta al grande pubblico, decide di prendere provvisoriamente la residenza a Reggio Calabria. Motivo? Affrontare l’esame da avvocato non a Brescia, ma in una sede ritenuta più “abbordabile”. Pizzicata dai giornalisti, la Mariastella, all’epoca presidente del consiglio comunale di Desenzano, si giustifica con le testuali parole: “La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l'esame per ottenere l'abilitazione alla professione”. Chiamala giustificazione! Un imbroglio? Fate voi. Sicuramente una furbata. Divenuta ministro, la Gelmini proclama in tv: “La scuola meridionale è inferiore, è un dato di fatto”. Capito, ragazzi? Il Sud è uno schifo, però quando fa comodo, come nel caso dell’esame sostenuto a Reggio Calabria, perché non approfittarne? Ma, ragazzi, non sono i politici che vi devono dare l’esempio? Che altro dire?

I MARGINI DI INCREMENTO DEL CONSENSO ELETTORALE. IL PD E’ UN TORRENTE IN PIENA. NONOSTANTE LA QUESTIONE MORALE

Verrebbe da dire, con una iperbole, che il Pd ha registrato un successo elettorale da capogiro grazie alla questione morale, che bussa con insistenza, non da oggi, al portone di via del Nazareno. Ma è una iperbole, appunto, innocua e fatua. Eppure… Se si votasse oggi, il Pd vincerebbe di nuovo a mani basse, distaccando ulteriormente gli immediati inseguitori, che si stanno ancora leccando le ferite. Gli è che Renzi piace, è simpatico, piacevolmente chiacchierone. Dice quello che gli Italiani vogliono sentirsi dire. Lo stesso saccheggio delle risorse pubbliche, ormai strumentali rispetto a logiche spartitorie e affaristiche, appare ai più, all’opinione pubblica, a noi popolo elettore, come un fenomeno sociologico rassicurante, un quid che ti fa sentire il politico come uno di noi, del tutto simile al nostro έθος, alle nostre abitudini. Eccoti quindi l’apoftegma, grandioso, illuminante, di Alessandra Moretti, astro nascente del nuovo corso: “…distinguere le responsabilità del sindaco Orsoni che pare, diciamo, abbia ottenuto un finanziamento illecito, ed è un tipo di reato per il quale risponderà, rispetto evidentemente alle responsabilità di un ex governatore che si chiama Galan il quale sembra invece essere, diciamo, protagonista di un vero sistema di corruzione e di appalti. Io credo che sia una distinzione doverosa”. Torna, sempre apprezzato, il vecchio ritornello, quello che distingue chi ruba per mero arricchimento personale e chi, viceversa, in virtù di un moto altruistico dell’animo, riversa a favore del partito. Dopo tutto, farsi eleggere, sia pure a suon di mazzette, va ascritto a merito del singolo militante. È un seggio in più. La Moretti non considera (e come potrebbe?) che la dazione ambientale falsa in partenza la competizione elettorale, a favore del disonesto e a discapito di chi è al di fuori di certe cordate. Ma, arrivati a questo punto, non ci scandalizziamo più di niente. Anzi, vogliamo vederci riflessi in chi ci rappresenta nelle istituzioni. La moralità, e qui parlo esclusivamente della moralità politica, è una cosa da vecchi, cosa superata, da ingenui sognatori, consegnata in via definitiva ad una storia non più ripetibile. E intanto il nuovo, inesorabile, avanza.  


Giacinto Zappacosta

mercoledì 10 settembre 2014

BUSSI E GLI ALIENI

Letta la comunicazione ieri scritta dal Sindaco Lagatta di Bussi,con la quale si smentiscono pericoli di tombature di luoghi inquinati e nuove discariche in paese, ringraziandolo per essere almeno degnato  di dare notizie a proposito, possiamo solo concludere che:
La situazione ha ormai  superato ogni limite di sostenibilità!
Non è più possibile, in un momento fondamentale per il futuro dell’intera vallata, Bussi compresa, che non ci sia un tavolo pubblico condiviso di dati,di progetti e di responsabilità trasparenti, e si continui a decidere in stanze separate e private!!
Il passaggio che ci fa drizzare i capelli– se il sindaco La Gatta riporta fedelmente quanto  scritto nell’ accordo – è il seguente: le indagini conoscitive e di rilievo saranno eseguite dai tecnici della struttura commissariale e dai tecnici Solvay!
Totalmente spariti Ministero e controllo terzi! E chiunque altra autorità di controllo o amministrativa!
Evidentemente l’arch. Goio intende fare il bis dopo quanto praticato per la Tre Monti, i cui risultati analitici di qualche mese fa sono derivati da prelievi fatti direttamente dall’ufficio commissariale, senza alcun controllo su come e su dove,  solo successivamente portati all’Arta  e pubblicizzati come positivi dall’…ingegnere che ha realizzato i lavori di capping!
A casa nostra lo chiamiamo  il gioco delle 3 carte.
Crediamo veramente insostenibile, da cittadini inquinati,
continuare ad accettare decisioni prese al riparo di ogni controllo, in modo “privato” e separato da parte di un signore, che, arrivato come Commissario per la messa in sicurezza della discarica Tre Monti, del tutto inadempiente dopo ben 6 anni di commissariamento, licenziato dalla spendig review di Monti , richiamato in Abruzzo da Chiodi e Gabrielli, continua ad aggirarsi  come un extraterrestre in valpescara …
E che oggi, per  tutta questa sua fretta , ha un motivo preciso e personale:
la necessità -  secondo ordinanza Gabrielli del 30 settembre 2013-
di tirar fuori – entro un anno ( 30 settembre 2014)- uno straccio di  progetto approvato per Bussi, per riuscire a rimanere  altri 18 mesi a spendere i 50 milioni  col quale realizzarlo!
ADESSO BASTA ! A VOCE ALTISSIMA  CHIEDIAMO:
Ogni analisi e ogni controllo sia realizzato da enti terzi e indipendenti
Ci siano luoghi e confronti pubblici per seguire ogni passaggio della messa in sicurezza
La Regione, che ha già meritevolmente iniziato il suo cammino di responsabilizzazione, si faccia sentire presso il governo per rientrare nel pieno delle proprie competenze,  contrariamente a quanto scrisse Chiodi nel gennaio 2013
I Sindaci della Valpescara si ricordino, per una volta,  di essere i primi responsabili della salute dei cittadini e dell’ambiente amministrato e si attivino per essere consultati e operativi sulle decisioni da assumere! Perché, appunto… Bussiciriguarda!!!!!

LA “SFIDUCIA MORALE”. OLTRE IL (NON) SENSO DELLE PAROLE

Una nota sindacale di troppo. Che va al di là del tempo e dello spazio

Si tratta di un hapax legomenon, una espressione mai usata prima, mai letta nemmeno nel più fantasioso tra gli autori, futuristi compresi. La “sfiducia morale” di cui parla la Polizia Municipale di Vasto attraverso le proprie rappresentanze sindacali, specie se riferita al Sindaco, squalifica chi ha emesso tale giudizio. Che è talmente fumoso, anche da un punto di vista semantico, da sfociare nell’assurdo. Premetto che parlo da avversario politico di Luciano Lapenna, al quale, nel corso di questi anni, non ho risparmiato critiche, anche pubbliche. Ora, che i Vigili Urbani (una volta, con terminologia meno pomposa, si chiamavano così) arrivino a “sfiduciare” il primo cittadino è il colmo. Soprattutto, si tratta di un empito inaccettabile, di una uscita stonata. I dipendenti, sia pure per il tramite sindacale, non possono arrivare a tanto, col rischio, concreto, di minare alla radice quel rapporto di corretta collaborazione che deve esserci, a livello amministrativo, tra la Giunta e i vari organi che agiscono a livello comunale. Che significa “sfiducia morale”? Significa che, da ora in poi, i Vigili non riconoscono più Lapenna come sindaco? Io, da privato cittadino, posso farlo, e per la verità non sono mai arrivato a tanto, ma il Corpo di Polizia Municipale, anche se su carta intestata delle OO.SS., non può giungere a tal segno. Anzi, dovrebbe dare il buon esempio. Come ha osservato in un suo commento il preside Nicola D’Adamo (la chiosa mi sembra molto chiara), sono i Vigili che devono annullare quel deficit di credibilità che hanno presso l’opinione pubblica. Col che, per l’appunto, veniamo ad un’altra prospettiva, che poi, in fin dei conti, è quella che vale, cioè la percezione dell’intera problematica presso il popolo vastese. Vorremmo, tutti noi, più vigili per le strade, nei mercati, nei parcheggi, dove spesso l’auto lasciata in doppia fila ti blocca nella tua disperazione, gradiremmo, insomma, una maggiore vicinanza. Ha un peso specifico tutto questo, una sua valenza? Oppure i Vigili sfiduceranno anche i Vastesi? A ben guardare, e a ben ponderare, l’hapax legomenon ha condotto i servitori della comunità, perché tali sono, al pari del sindaco, dell’assessore, del consigliere comunale,dell’impiegato che presidia lo sportello, in un vicolo cieco, dal quale è difficile venir fuori. A meno che i Vigili non sfiducino l’incauto estensore della nota sindacale.


Giacinto Zappacosta

martedì 9 settembre 2014

SESSO A VOLONTA’. SIAMO INGLESI

Gli analisti concordano. La Corona britannica punta sulla maternità di Kate per scongiurare le secessione scozzese. È l’operazione simpatia quale ultima carta, comunque valida in qualsivoglia circostanza. Temo che i due piccioncini, per questioni di salvezza nazionale, saranno costretti a tubare in un amplesso continuo.

IL PORTA-VOCE PORTA SOLO GUAI (A LAPENNA)

L’ho scritto e detto tante volte, e purtroppo sono costretto a ripetermi. Ne farei volentieri a meno, ma non è colpa mia se i fatti, i comportamenti, si ripetono senza tregua, nello stillicidio quotidiano e paludoso di una macchina burocratica giunta a due passi dall’entropia. Quello che impressiona, anche un osservatore disattento, è la mancata percezione del disvalore. La storia del portavoce del sindaco di Vasto appare ictu oculi, figuriamoci ad un attento esame, qual è quello dispiegato da Massimo Desiati, come l’ennesimo pasticcio nel quale è andato ad infilarsi il primo cittadino. È una situazione indifendibile e indecente, che Lapenna, a questo punto, avrebbe tutto l’interesse a sanare. Nell’unico modo possibile (il codice civile gliene dà ampia facoltà), cioè mandando a casa il portavoce. Ne guadagnerebbero la credibilità, già gravemente compromessa, e il buon nome di un’amministrazione che fa acqua (o vino, se si vuole) da tutte le parti. Purtroppo il sindaco preferisce, come suo costume di politico navigato, nascondersi dietro le carte e le fumose risposte di stampo savoiardo-burocratico, non accorgendosi però che la Segretaria generale del Comune gli ha lasciato in mano il cerino acceso. Notevole, in effetti, quello che il funzionario scrive al buon Luciano: “…le cui valutazioni non possono che essere rimesse al vaglio della S.V., in ragione del rapporto fiduciario che La lega al professionista incaricato”. Leggasi: hai voluto la bicicletta, adesso arrangiati. Ma Lapenna andrà avanti, possiamo esserne certi, come se nulla fosse. In attesa dell’ennesimo pasticcio.

g.z.

lunedì 8 settembre 2014

Emendamento per Tasi pari a zero, la maggioranza boccia la proposta della minoranza

L’opposizione insorge: “Sono stati molti i Comuni italiani a farlo. A Vasto cittadini tartassati”

VASTO. “Aggettiviamo come pasticciona e confusionaria la maggioranza di centrosinistra a margine della discussione della delibera sulla Tasi. Ancora una volta, per mancanza di programmazione, il Comune di Vasto si ritrova a mettere le mani nelle tasche dei cittadini al contrario di quanto fatto da alcuni illuminati Comuni italiani. È vero che i governi Letta - Renzi hanno sottratto vitali risorse agli Enti locali, ma la responsabilità dell’Amministrazione Lapenna è di averle costantemente sperperate per mille rivoli. Non esistono due minoranze: esistono amministratori che aderiscono in un contesto economico così tragico ai problemi reali e quotidiani dei cittadini vastesi, e amministratori che perseguono attraverso un dissennato sistema di potere l’assoluta distanza da essi. Scegliendo di bocciare il nostro emendamento, che prevedeva la Tasi pari a zero, nessuno può chiederci di assecondare una Amministrazione che continua a tassare e tartassare i cittadini.”
È quanto dichiarano i Consiglieri comuali di minoranza Andrea Bischia (PpV), Davide D’Alessandro (Indipendente), Nicola Del Prete (Indipendente), Massimo Desiati (PpV), Antonio Monteodorisio (Fi) ed Etelwardo Sigismondi (FdI-An).

I VIGILI URBANI COME METAFORA

Non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo

Non mi spetta, non mi compete, non rientra nel mio profilo professionale. In sintesi, è il loro vademecum. Una specie di melina all’olandese, quello stanco e inconcludente girovagare del pallone tra l’erba del campo sportivo. Mi piacerebbe chiamarli uno per uno e dire loro: ecco, scrivete su questo foglio quello che avete fatto ieri. Il bello è che i colleghi della vicina e confinante San Salvo, a fronte della medesima richiesta, necessiterebbero di due o più fogli per annotare interventi e sopralluoghi effettuati nelle ultime ventiquattro ore. Sarà l’aria, sarà il clima semi-collinare temperato dall’Adriatico. Sarà l’atavica indolenza. Sarà, molto più probabilmente, che siamo di fronte ad una metafora, priva, però, degli apprezzabili risvolti letterari ai quali ci aveva abituato Sciascia. L’annosa, insuperabile atmosfera da vertenza continua, sostenuta in modo particolare da un sindacato autonomo, è la rappresentazione, su base locale, di quello che è in effetti lo stato di una intera nazione, un’Italia umiliata dai conservatorismi e dagli individualismi protetti, strozzata dagli interessi di caste e compagnie a briscola di varia natura. Nel terreno paludoso e pestifero dei veti e dell’auto-sottrarsi ai compiti e ai doveri, si muore di noia prima ancora che di infarto procurato da incazzatura. E l’incazzatura, in prima istanza, ti fa salire il sangue in testa perché il discorso, non esplicitato ma consequenziale, è che, tanto, se non esco io dopo le ore 20 (ma a che ora vanno a dormire questi?), il servizio viene assicurato da altri. Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza ringraziano. Come ringraziano i cittadini che non hanno il piacere di vedere un solo vigile urbano, fosse anche per cinque minuti, nel marasma quotidiano che si sviluppa in quelle che ormai sono le arterie principali della Città, vale a dire viale Giulio Cesare e corso Europa. Tanto per dirne una. Facciamo così: la Polizia locale di Vasto dichiari preliminarmente quello che desidera fare, a quali compiti può far fronte. Per il rimanente, ci affideremo al Padreterno.


Giacinto Zappacosta     

domenica 7 settembre 2014

UN “SAN…O ROSSORE” SULLE GUANCE

Eravamo più seri, non c’è dubbio. Lo scoutismo cattolico di qualche decennio fa, geloso delle sue specificità, non avrebbe consentito a nessuno di farsi usare quale passerella di questo o quell’altro, comunque persone in cerca di notorietà e di sovra-esposizione nei telegiornali serali. E poi l’intervista concessa alla rivista scout, gli abbracci, i baci, la finta (e falsa) ritrosia a parlare di politica, gli applausi a scena aperta. Nel senso che, appena aperta la bocca dell’oratore, giù ovazioni ad ogni flatus vocis. Calzoni corti, divisa d’ordinanza, la promessa, e poi il giuramento scout, ci conducevano sulla strada della sobrietà: cucina da campo alimentata a legna, che portavamo da casa, una tenda, un sacco a pelo e un buco in terra, in mezzo agli alberi, per i bisogni corporali. Mai ci saremmo sognati di ricorrere, per i nostri raduni, a strutture prefabbricate, tende da circo e tutto quanto esula da quella che per noi era una scelta di vita. Ma i soldi da dove li prendono? Lo scoutismo, ahinoi, insegue il mondo, lo adula e si lascia adulare. Un po’ di vergogna, per favore.


Giacinto Zappacosta

sabato 6 settembre 2014

VASTO. NO ALL'AUMENTO TASI

Lunedì 8, nella seduta del Consiglio Comunale, figura, all’Ordine del giorno, l’approvazione delle tariffe, per l’anno 2014, del tributo per i servizi indivisibili, TASI. In un contesto economico di grave difficoltà per tante famiglie e imprese, l’Amministrazione Comunale, purtroppo, in linea con le decisioni del Governo Renzi, introduce e impone ai cittadini vastesi  l’ennesima tassazione.

Riteniamo che questa ulteriore sottrazione di risorse non sia tollerabile. Proprio per questo motivo, sull’esempio di quanto già deliberato da più Comuni italiani, i sottoscritti consiglieri comunali di opposizione presenteranno un documento volto a deliberare l’applicazione dell’aliquota TASI pari a zero.

Chiediamo all’Amministrazione Lapenna di schierarsi, almeno per una volta, a favore dei cittadini.


I consiglieri comunali


Davide D’Alessandro - Nicola Del Prete - Massimo Desiati - Antonio Monteodorisio - Etelwardo Sigismondi