venerdì 27 giugno 2014

CHIUSO PER FERIE



Saluti da Taranto. Appuntamento su Cana Culex al prossimo settembre. Se vorrete.

USCITA DI SICUREZZA


 

La crisi dei partiti mina l’amministrazione

Emerge un dato molto empirico, evidente, vale a dire, all’epoca, la compattezza interna ai singoli partiti, quelli, per intenderci, della cosiddetta prima repubblica, con i loro statuti, il collante dell’ideologia, la struttura collaudata, gli specifici interessi da tutelare, il richiamo a parole d’ordine di facile presa sui militanti e sull’elettorato. E poi c’erano i probi viri, quelli che implacabilmente intervenivano a rimuovere fatti, sempre isolati, che, a torto o a ragione, erano intesi quali menomazioni, fosse solo dell’immagine, a danno della sezione locale (si pensi alla vicenda che vide protagonista Sante Petrocelli, Pci). Il partito, quindi, “teneva”, raramente si assisteva a cambi di casacca e l’azione amministrativa era concentrata sul da farsi, non, come siamo abituati oggi, sul recupero dei fuoriusciti che ti fanno venir meno la maggioranza.

Eppure, anche allora non mancavano rivolgimenti. Per noi bambini (siamo nei primi anni Sessanta), la Domus Pacis coincideva col nostro asilo, dove, muniti di cestino, tipo Cappuccetto Rosso (non esistevano gli zainetti), andavamo a giocare con le maestre. Non potevamo ovviamente percepire come don Felice Piccirilli, parroco di San Giuseppe, avesse avviato, con quella struttura, un qualcosa destinato a rimanere nel tempo. In quell’ambiente, così ricco di fermenti, si sviluppa un laboratorio politico che porterà alla formazione della lista “Il Faro”. Questo particolare momento della nostra storia è analizzato molto bene da Costantino Felice nella sua ultima fatica “Vasto – Storia di una città” (Donzelli editore), un’opera a beneficio di chi voglia individuare la trama dei fatti.

Nasce quindi “Il Faro”, per la verità non semplice lista civica, ma anche movimento civico, con a capo “don” Silvio Ciccarone: la Dc, da cui provenivano i nuovi protagonisti della vita politica cittadina (anche se, va aggiunto, Ciccarone non era iscritto al partito), pagava la sua incapacità di interpretare le istanze di un tessuto sociale che passava dal mondo agricolo a quello industriale. Di più, c’era una forte istanza di carattere morale, sulla quale bisognerebbe riflettere, che imputava al partito cattolico un deficit etico proprio in riferimento alla dottrina cristiana. D’altra parte, il parroco di San Giuseppe “era scontento di come andavano le cose” riferisce Felice (op. cit.) riportando le parole di don Silvio. Non possiamo dagli torto. Anche oggi. 

Giacinto Zappacosta

 

giovedì 26 giugno 2014

Commercio abusivo, Sigismondi (FdI-An) presenta una mozione in Consiglio comunale

L’esponente dell’opposizione: “Occorre anche disincentivare acquisti dagli irregolari”
 
VASTO. Una mozione per sollecitare provvedimenti urgenti in merito all’abusivismo commerciale a Vasto ed alla Marina. L’ha protocollata stamani, indirizzata al Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte ed al Sindaco Luciano Lapenna, il Consigliere di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Etelwardo Sigismondi, chiedendo che il tema venga discusso nell’imminente seduta dell’Assise civica. “Premesso che – si legge nel testo del documento - anche quest’anno con l’inizio della stagione estiva è aumentato il fenomeno del commercio abusivo; tale commercio è diffuso su tutta la città ed in particolare a Vasto Marina: sulla spiaggia durante il giorno, e sul lungomare Ernesto Cordella nelle ore serali; la concorrenza sleale provocata dal commercio abusivo crea notevoli danni economici a tutti gli operatori in regola con la licenza, con l’occupazione del suolo pubblico e con il pagamento delle tasse in generale; il proliferare dell’abusivismo commerciale è favorito dall’assenza di controlli e, nelle ore serali, dalla mancata attivazione del turno serale dei Vigili Urbani; l’Amministrazione comunale, anche quest’anno, è in ritardo nel mettere in campo azioni utili al contrasto dell’abusivismo commerciale e nell’attivazione del turno serale della Polizia Municipale; con delibera  n. 98 del  11/11/2013 il Consiglio comunale, su proposta dei Gruppi consiliari di minoranza, aveva approvato l’istituzione della ‘Commissione speciale di studio’ avente ad oggetto ‘Analisi delle funzioni e dell’organizzazione del corpo di Polizia municipale di Vasto: riflessioni per un confronto aperto tra Comune e Corpo di Polizia municipale finalizzato al miglioramento di un servizio essenziale per la nostra città’; la maggioranza non ha mai attivato la suddetta Commissione di studio, negando ai Consiglieri comunali la possibilità di occuparsi dell’annoso problema e suggerire all’Amministrazione eventuali soluzioni; anche quest’anno il Prefetto di Chieti, Fulvio Rocco de Marinis, si sta prodigando per risolvere il braccio di ferro tra il corpo della Polizia Municipale e l’Amministrazione comunale; il nuovo intervento del Prefetto dimostra l’incapacità dell’Amministrazione comunale di Vasto di risolvere il contenzioso con la Polizia Municipale; oltre che con i controlli, il fenomeno dell’abusivismo può essere arginato sensibilizzando i cittadini a non comprare merce contraffatta e da commercianti irregolari, impegna il Sindaco e l’Amministrazione a convocare un tavolo con i vertici delle Forze dell’Ordine al fine di condividere strategie per arrestare il fenomeno del commercio abusivo in città; a potenziare i controlli della Polizia Municipale con l’attivazione del turno serale; a valutare la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione, rivolta ai cittadini ed ai turisti, per disincentivare l’acquisto di merce contraffatta e da commercianti abusivi, e nel contempo per incentivare l’acquisto dei prodotti italiani.”

TURISMO IN BICI

 

 
 
PESCARA – La bici è lo strumento principe del cambiamento verso una forma di mobilità urbana e sostenibile che libererebbe le strade dalla massa inquinante di mezzi a motore, che, fermi o in movimento, occupano i nostri spazi pubblici. Ma questo – benché importantissimo – non è che uno degli argomenti che hanno determinato un nuovo interesse verso la bicicletta. Un altro riguarda la capacità di produrre ricchezza, di creare reddito e di muovere un consistente giro d’affari. La parola magica è: cicloturismo. Solo in Italia, attualmente, il fatturato relativo al cicloturismo è di 2,05 miliardi di euro, di cui 1,51 miliardi per pernottamenti. Il cicloturismo è ormai considerato uno dei principali strumenti di valorizzazione dei territori, in grado di risollevare i destini dell’economia locale. L’hanno capito benissimo l’Olanda, la Germania, la Danimarca, l’Inghilterra, che hanno investito enormemente in questo settore. E anche molte regioni del nord Italia, dove nascono lunghi itinerari turistici lungo i fiumi e di collegamento tra i centri urbani, che attraversano territori suggestivi e toccano centri storici poco conosciuti.
Anche in Abruzzo il cicloturismo può costituire un volano per l’economia. Il viaggio in bicicletta è suggestione, scoperta, ritmo naturale del viaggiare. Il fascino del viaggio in bici consiste proprio in questo: nel poter godere di contesti rilassanti, di vivere la natura che costeggia i fiumi e i monti, con i loro colori, la vegetazione tipica, il silenzio rotto solo dai versi degli uccelli e, nello stesso tempo, di scovare luoghi nascosti, guardarli da un altro punto di vista.
L’Abruzzo, un tempo definita “regione verde d’Europa” si presta perfettamente a questo approccio di viaggio. Perché l’Abruzzo è da scoprire, da conoscere, da valorizzare. E allora, che aspettiamo? In funzione di questo obiettivo gli amministratori abruzzesi sono chiamati a lavorare per avanzare da subito proposte di integrazione con la rete nazionale BICITALIA, in modo da aumentare la capacità di attrazione del territorio e l’affidabilità dell’immagine di una regione da sempre riconosciuta come legata all’ambiente e alle sue risorse paesaggistiche. Non c’è alcuna ragione di attendere: bisogna fornire la nostra regione delle infrastrutture (piste ciclabili, ciclovie, albergabici ecc.) che ne facciano una destinazione di maggiore attrazione per i turisti italiani e stranieri che scelgono modalità di spostamento alternativi, creando in questa prospettiva di sviluppo un sistema condiviso tra amministratori, operatori economici e mondo dello sport e dell’associazionismo.
Per questo noi della FIAB, la Federazione che in Italia sta curando – con il sostegno del ministero dell’Ambiente – la grande rete ciclabile nazionale chiamata BICITALIA (18 direttrici; 18mila chilometri di una grande rete di ciclovie che percorre L’Italia in lungo e in largo) dedicherà un pomeriggio all’approfondimento di questi temi, con la partecipazione attiva dei nuovi amministratori regionali e comunali.
L’appuntamento è per il 27 giugno a Francavilla al Mare, a palazzo Sirena (ore 17) per un meeting dal titolo “La bici fonte di lavoro e di benessere: la mobilità ciclistica urbana e il cicloturismo in Abruzzo”.
Laura Di Russo, Vice Presidente FIAB Pescarabici

AUTO-COMBUSTIONE DI UNA CITTA’ ALLA DERIVA


Meglio l’esercito che gli incendi

Scommettiamo? Dopo l’ennesimo incendio di un’auto (auto sta per automobile, non per auto-combustione), la risposta, a pro delle telecamere e dei cronisti, sarà una riunione avente ad oggetto l’ordine pubblico. Finita la passerella delle interviste, tutto rimarrà come prima, peggio di prima. La proposta di Antonino Spinnato comincia drammaticamente ad essere attuale: ci difenda l’esercito, ci proteggano i nostri ragazzi in divisa. Che cosa stiamo aspettando? Che la situazione diventi ingestibile?

Il Comune di Vasto spende 3mila euro al giorno per porre rimedio agli atti di vandalismo che si susseguono ad un ritmo incalzante, vorrei dire balcanico. Tutto questo è adesso Vasto, la nostra città.

mercoledì 25 giugno 2014

Vasto, Festa di San Paolo Apostolo 2014

Carissimi,
 
la Festa di San Paolo Apostolo 2014 è alle porte.
Il primo appuntamento di carattere religioso è per Venerdì 27 Giugno con la Santa Messa alle ore 19.00 e la Processione per le vie del quartiere alle ore 20.00 accompagnata dalla banda musicale di San Martino dell'Incoronata.
La presenza delle Confraternite, dell'UNITALSI, dell'ANMI e degli Scouts darà alla Festa patronale della Parrocchia di San Paolo un respiro più ampio e sarà un’occasione per tutta la Comunità civile e religiosa di Vasto  per pregare insieme e testimoniare la fede della Chiesa che si conferma nell'amore a Cristo.
I due appuntamenti di carattere laico-ricreativo dei giorni successivi, con il concerto di Luciana Martini di Sabato 28 Giugno e lo show di Vincenzo Olivieri di Domenica 29 Giugno, aiuteranno a vivere la gioia di stare insieme nel clima favorevole di una buona cena.
Vi invito, dunque, a partecipare e a non perdere le altre attrattive offerte dal programma.

Un caro saluto
Don Gianni Sciorra, Parroco di San Paolo Apostolo in Vasto

POLLUTRI ASSOLTO


 Il Tribunale di Vasto nell'udienza del 24 giugno 2014, ha assolto l'ex Sindaco di Cupello Angelo Pollutri dall'accusa di aver consentito l'esercizio abusivo dell'impianto CIVETA mediante due ordinanze emesse dallo stesso ad aprile e ottobre del 2008.
Le ordinanze sono state emesse per evitare che i rifiuti del territorio vastese traslocassero presso l'impianto privato di Lanciano, e tramite le ordinanze si è evitato un danno di circa 4 milioni al territorio vastese, che aggiunti ai 6 milioni di euro dovuti all'impianto di Lanciano avrebbero significato il fallimento di molte amministrazioni.
"L'assoluzione dimostra la bontà e la correttezza della mia azione a difesa del territorio e soprattutto la difesa occupazionale all'interno dell'impianto"
Sono le parole ed il commento di Angelo Pollutri appena appresa la notizia, il quale ha aggiunto:
"Ho fatto ciò che la coscienza mi indicava, preoccupandomi dell'importanza strategica che l'impianto ha per Cupello, e consapevole del fatto che se un solo kg di rifiuti avesse raggiunto Lanciano il CIVETA a quest'ora sarebbe chiuso, con danno a Cupello e al territorio e con 70 disoccupati.
Molti hanno gioito e ricamato politicamente su questa azione amministrativa e su quella relativa giudiziaria.
L'assoluzione dimostra che il bene del territorio si dimostra con i fatti ed in prima persona utilizzando al meglio il proprio ruolo.
Approfitto per ringraziare quanti lavorano quotidianamente per il bene del consorzio e anche quelli che nonostante il miracolo di un posto di lavoro difeso con le unghie dal sottoscritto, durante l'ultima campagna elettorale hanno giocato su questo procedimento mettendo in cattiva luce il sottoscritto e l'azione amministrativa condotta in questi anni in favore della difesa dei posti di lavoro che il Civeta ha al proprio interno.
"Inoltre ringrazio l'Avvocato Sandro D'Aloisio, che non ha esitato un solo istante a farsi carico della mia difesa".

martedì 24 giugno 2014

STAZIONE FERROVIARIA "PORTO DI VASTO", STAZIONE DI "VASTO-SAN SALVO"


Il primo scalo, “Porto di Vasto”: nel piazzale, parcheggiate una sessantina di auto di pendolari; non c’è telefono pubblico, non c’è un’anima. Fermano una quarantina di convogli passeggeri. Tranne due, tutti treni locali. Sembra un luogo surreale, deserto. Eppure, le auto nel piazzale sono segnali di vita. Cosi come non sono pochi i passeggeri che scelgono questa fermata, ancorché decentrata, per l’arrivo a Vasto; inutile dire che, nel periodo estivo, vi sono anche turisti ma non c’è nessuno, qualunque sia l’ora, a cui chiedere un’informazione, a cui far riferimento in caso di una qualsivoglia necessità; soltanto una voce registrata, che sembra non appartenente alla vita terrena, consiglia di stare attenti ai binari. 
Il secondo scalo, “Vasto-San Salvo”: nel piazzale, oltre cento auto parcheggiate, anche qui, quasi tutte di pendolari. Fermano una cinquantina di treni passeggeri. Strada di accesso disastrata: crepe, ampie e profonde buche, cigli della strada e marciapiedi invasi dall’erba; le aree tutt’intorno al piazzale, habitat naturale per topi e serpenti, senza alcuna manutenzione. Il ridotto personale della PolFer, pomeriggio, sera e notte, non c’è. Altri servizi? Il bar che resiste grazie alla buona volontà dei gestori, nonostante danneggiamenti e furti. Una volta, sulla strada statale, insisteva una grande indicazione “a ponte” per la Stazione ferroviaria, da qualche anno non c’è più; ora soltanto quasi invisibili frecce di direzione.  Da ormai troppo tempo c’è uno stato di degrado ed a tutti i passeggeri che effettuano lo scalo per raggiungere il nostro territorio e la nostra città, è offerto uno spettacolo di incuria e disinteresse.
Eppure, le Stazioni ferroviarie sono punti di accoglienza, riferimento, immagine e le nostre insistono su di un territorio luogo di turismo ed in cui vivono 100.000 persone. Si intervenga, almeno per la stagione estiva. Si faccia manutenzione, si assicuri un punto d’informazione e, anche saltuariamente, la presenza o il semplice passaggio della Polizia municipale, soprattutto nella Stazione “Porto di Vasto”. Per la Stazione centrale, visto che il suo nome è associato, si chieda magari a San Salvo di offrire servizi in ausilio.
 Massimo Desiati – Andrea Bischia
Progetto per Vasto
                                                           
 
 

NUTRIRE LE CITTÀ: una sfida per le nuove legislature

PESCARA - Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita: è il titolo di Expo Milano 2015, la prossima Esposizione universale che si terrà a Milano il prossimo anno. Sarà un evento di grande richiamo e i visitatori, avranno l’opportunità di compiere un vero e proprio viaggio intorno al mondo attraverso i sapori e le tradizioni dei popoli della Terra. Expo Milano 2015 sarà la prima esposizione della storia a essere ricordata soprattutto per il contributo al dibattito e all’educazione sull’alimentazione, sul cibo, sulle risorse a livello planetario.
Prendo spunto da questa presentazione per ragionare su una opportunità che potrebbe vedere diversamente ma altrettanto validamente declinata la sostanza educativa dell’evento di Milano.
Perché con gli scarti organici non nutrire gli spazi verdi delle nostre città? Facciamo un esempio. Ogni anno, a Pescara, si producono poco più di 20.000 tonnellate di scarti organici che vengono in parte intercettati da un servizio dedicato di raccolta (porta a porta) e per la restante quota conferiti insieme all’indifferenziato: entrambi i casi generano delle spese di gestione. Se solo volessimo considerare quelli di trasporto e smaltimento, ipotizzando un valore di 100,00 € a tonnellata, il costo economico di questa partita sarebbe di 2 milioni di €, 50,00 € a carico di ogni famiglia. Ma l'importo reale delle voci di trasporto e smaltimento è maggiore di 100,00 € a tonnellata e quindi la “partita” è ancora più alta.
I rifiuti umidi, almeno quelli intercettati, finiscono in impianti di compostaggio per la produzione di compost, che poi viene immesso dai produttori nel relativo circuito commerciale di vendita.
Cosa ci guadagnano i cittadini da questa faccenda? Sicuramente vedere risolto un quotidiano problema di smaltimento di rifiuti, il che, trattandosi di organico, non è poco. Ma la storia potrebbe essere diversa? Si, perché in altri luoghi lo è.
Facciamo bene attenzione a quali sono le voci di costo: il trasporto e lo smaltimento (ci sarebbe anche il servizio di raccolta, che per adesso tralasciamo). Se noi ipotizzassimo di poter smaltire localmente gli scarti umidi avremmo eliminato entrambe le voci, ed in più potremmo avere a disposizione il prodotto ultimo del processo, il compost, nella misura cautelativa di circa 5.000 tonnellate l’anno per ... nutrire la città, gli spazi verdi della città.
Si potrebbe aprire un capitolo tutto nuovo sulle aree verdi spazi verdi, sul loro significato e sul loro valore, e la cosa non farebbe che rafforzare le argomentazioni di cui sopra, ma lo spazio di questa nota non lo consente. Mi limito a dire che con 5.000 tonnellate di compost si concimano 200 ettari di suolo agricolo (Pescara ha una superficie, urbana, di 3.300 ettari).
Nutrire gli spazi verdi della città, quindi, con il grande vantaggio di farlo risparmiando i costi di trasporto e smaltimento di scarti organici, che oggi sono rifiuti. Una città curata dai cittadini, con la possibilità di creare anche occupazione, reddito, perché i 5 milioni “cautelativi” spesi attualmente resterebbero in città, per anni! La tecnologia, anzi, le tecnologie di processo per fare questo esistono e sono a portata di mano, e fra non molto le vedremo attive anche in qualche Comune della nostra Regione.
Aggiungo in coda che, con un efficiente sistema di rete, potremmo irrigare i nostri spazi verdi con le eutrofiche acque del depuratore comunale che, invece di essere riversate nel fiume, ad arricchire con nutrienti le acque di balneazione, potrebbero finire nei terreni di aiuole, giardini e parchi pubblici, facendo diventare il colore della nostra città di una salutare e vigoroso verde ... natura! Ne vogliamo parlare?
Giancarlo Odoardi
Vice presidente edenia soc. coop - Presidente Ecoistituto Abruzzo - Referente Mondocompost

lunedì 23 giugno 2014

LICENZIAMENTI TRSP, FDI-AN ESPRIME SOLIDARIETA' E PRENDE UN IMPEGNO CONCRETO

Gli iscritti al partito verseranno il 5 per mille all’Associazione vicina all’Editore
 
VASTO. “Esprimiamo solidarietà ai dipendenti licenziati di Essepi s.r.l, società editrice della Tv vastese Trsp. Stessa solidarietà, va agli amministratori dell’azienda in grave crisi economica”. Lo hanno dichiarato i Dirigenti vastesi di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “La chiusura dello spazio del Tg e non solo all’interno del palinsesto di Trsp – hanno proseguito - rappresenta una grave perdita nel panorama dell’informazione vastese e regionale. In questi momenti occorre che le Istituzioni facciano qualcosa affinché siano tutelati spazi liberi come quello che rappresenta Tele Radio San Pietro. Da parte nostra, alle parole facciamo seguire i fatti: abbiamo impegnato i nostri iscritti a versare il 5 per mille della dichiarazione dei redditi all’Associazione “Amici di Trsp Onlus”. Una goccia in un mare di spese che la televisione deve affrontare, ma ci auguriamo sia un gesto che anche altri, cui rivolgiamo l’appello, faranno, con l’augurio che l’aiuto di tanti possa far sì che Essepi s.r.l. sia in grado di riassorbire i dipendenti licenziati” hanno concluso gli esponenti locali del partito di Giorgia Meloni.

TARANTO, UNA CITTA' CON TRE ISOLE


Magna Grecia, museo, reperti archeologici, storia

È una città molto bella, particolare. Situata nella parte più interna dell’omonimo golfo, Taranto sviluppa il proprio centro storico su un’isola, “la città vecchia”, dove sono presenti 40 chiese, tutte da visitare. Altre due isole, San Pietro e San Paolo, le Cheradi, non abitate, sono prospicienti il lungomare. Insomma, il panorama è invitante, e lo era anche per i coloni spartani che, nel 706 a.C., fondarono la πόλις, la città-stato. E a Taranto, in effetti, si respira la Magna Grecia, con le rovine, i reperti, il Museo Archeologico che conserva i famosi ori. Sì, perché gli Spartani, fondata Taranto, divennero abilissimi artisti del prezioso metallo, importato dalla Tracia: orecchini e gioielli di tutte le fogge incantano ancora il visitatore. Sono vestigia di una grande civiltà che si sviluppò in questo lembo d’Italia, una civiltà, quella tarantina, che raggiunse il suo apice sotto Archita, capo dello stato, filosofo pitagorico, quando la πόλις contava 300mila abitanti, molti di più di quelli attuali. D’altra parte, a Taranto basta grattare la terra, o ristrutturare un palazzo per trovare una qualche traccia di quella gloriosa presenza, come per esempio le tombe, attualmente all’interno di condomini o scuole, ma in ogni caso visitabili. I Tarantini, in effetti, quelli di adesso, vivono all’interno del loro passato, in simbiosi con quello che li ha preceduti. Ma Taranto non è solo Magna Grecia, con i suoi letterati quali Livio Andronico e Leonida, che si studiano tuttora a scuola, perché prima dell’arrivo dei Greci c’erano gli Iapigi, giunti 300 anni prima e, a ritroso, i Pelasgi, popolazione mediterranea insediatasi alle porte dell’attuale città, in località Saturo, 2.500 anni prima di Cristo. Lo stesso punto, Saturo, dove, molto tempo dopo, sbarcarono i coloni spartani. E il cerchio si chiude. 
Giacinto Zappacosta
riproduzione vietata 

domenica 22 giugno 2014

MEGLIO ROMANI E IRSUTI


 
Cominciò Charles Louis de Secondat, barone di Montesquieu. Gli fu sufficiente un rapido accenno nelle Lettere persiane, così almeno mi sembra di ricordare, quando fa dire a un suo personaggio, all’incirca: “Beati noi Francesi quando eravamo Galli e vivevamo nei boschi”. Il passo, critico e censorio, fa riferimento ovviamente alla romanizzazione di quella nazione che sarebbe diventata la consorella latina. Alla faccia della parentela. Però, cavolo, il barone sapeva leggere e scrivere. Al confronto, gli attuali propugnatori della civiltà celtica (non me ne voglia Bossi, ma io seguo la lezione cesariana che preferisce l’aggettivo “gallico” in luogo di “celtico”) sono saltimbanchi da festa di paese, utili a rallegrare le sagre, ma non a reggere un confronto culturale. Ogni tanto, devo dire, anch’io ho qualche vezzo di stampo pre-romano e mi metto a fantasticare sulla civiltà sannita ,sulle sue peculiarità arcaiche. Allora penso: meglio avrebbero fatto i padri dei padri, i Frentani, quel popolo che la koiné dell’ignoranza indica come gli abitanti di Lanciano, a rimanersene sulle cime dell’Appennino molisano, tra neve, boschi e pascoli, piuttosto che scendere a valle, verso il mare e una vita più agiata, se non altro da un punto di vista climatico. Poi mi passa l’uzzolo quando mi soffermo su quella strana abitudine sannita, limitata ai maschi, di radersi l’intero corpo: per me, l’uso del rasoio sul viso è già una tortura, figuriamoci se dovessi eliminare la peluria fino alle caviglie, soprattutto con quello che la natura ha posto a metà strada, un po’ sotto l’ombelico. Meglio romani e irsuti. 
Giacinto Zappacosta
 

 

sabato 21 giugno 2014

IN DISTRIBUZIONE IL QUARANTAQUATTRESIMO NUMERO DEL CARTACEO ‘GIOVANI IN MOVIMENTO’

 
VASTO. è in distribuzione da oggi, presso bar, edicole, pub, pizzerie e gelaterie, il quarantaquattresimo numero di ‘Giovani In Movimento’, il mensile cartaceo stampato in 2mila copie, dei giovani del centrodestra vastese. L’apertura è dedicata al Parco della Costa Teatina e, provocatoriamente, il titolo dell’articolo è “Il P(o)rco della Costa”. L’editoriale, a firma del Direttore di ‘Giovani In Movimento’ e Responsabile del sodalizio, Marco di Michele Marisi, si intitola “Guerra sia, ma sulle idee” e parla della competizione – che fu, che è e che sarà - interna al centrodestra vastese, con l’invito ad uno scontro sì, ma sui contenuti e non sui nomi. Sempre in prima pagina, un pezzo sulla mancata assegnazione della Bandiera Blu della Fee a Vasto Marina, ed uno sulla sempre attuale questione sicurezza in città. In seconda pagina, invece, un articolo sulla questione Vigili Urbani a Vasto i quali, soprattutto in estate, tornano sotto i riflettori; una opinione sulle riforme del Governo Renzi, ed un resoconto della presentazione del libro “I cacciatori del Vesuvio” svoltasi all’interno della serata azzurra organizzata dall’Associazione Arma Aeronautica di Vasto, lo scorso 13 giugno. Infine, alcune notizie brevi ed utili, una vignetta, e la rubrica “Lu vocc’apèrt”.

Messina e Civitella del Tronto. Poi, Fenestrelle…


Mentre Gaeta diveniva una prigione, altre due fortezze borboniche continuarono le ostilità: Messina, che avrebbe ammainato la bandiera biancogigliata (ma senza consegnarla) il 20 marzo. Per i combattenti si aprirono varie strade: darsi al brigantaggio e cercare di restaurare con la guerriglia quel regno che non erano stati capaci di difendere con la guerra regolare; passare al nemico oppure affrontare la carcerazione, magari nel forte di Fenestrelle, praticamente un gulag, per le condizioni terribili in cui i prigionieri venivano tenuti. Almeno 24.000 deportati borbonici (ma si parla di 40.000) vennero trattati come bestie: senza pagliericci, senza coperte, senza luce; addirittura, in una zona dove la temperatura d’inverno era quasi sempre sotto lo zero, vennero smontati i vetri e gli infissi per rieducare i prigionieri col freddo. La liberazione avveniva perlopiù con la morte e, non sapendo dove seppellire il gran numero di deceduti, si procedeva a discioglierli nella calce viva in una grande vasca: una morte senza onore, senza tombe, senza lapidi e senza ricordo, affinché non restassero tracce dei misfatti compiuti. Non a caso si è parlato dei “lager dei Savoia”: del resto, una scritta accoglieva i prigionieri ammonendo “Ognuno vale non in quanto è, ma in quanto produce” (in tedesco suonerebbe “Arbeit macht frei”).

Luigi Vinciguerra

venerdì 20 giugno 2014

“Le decisioni sugli investimenti utili al progresso del Paese e della Città devono essere prese sulla base di dati scientifici, veri ed oggettivi non di luoghi comuni e semplificazioni”


 
Fabio Spinosa Pingue, Presidente di Confindustria L’Aquila, sul Convegno “Energia senza petrolio - Un nuovo modello per lo sviluppo del territorio”.
 
 
“Il convegno organizzato dal Comune è un’ottima occasione per conoscere dalla voce di esperti nazionali ed internazionali, anche di segno opposto, informazioni certe sui processi di generazione elettrica e termica da fonti rinnovabili e da biomasse e sul loro impatto su ambiente e comunità” - commenta Fabio Spinosa Pingue che prenderà parte alla Tavola rotonda dal titolo Energia, Sviluppo e Tutele in un territorio da ricostruire: inerzie, conflitti o sinergie? (programma allegato) che concluderà la giornata di studio organizzata dal Comune di L’Aquila lunedì 23 giugno 2014 all’Auditorium del Parco e promossa dall’Università dell’Aquila.
 
“Un plauso va dunque all’Amministrazione comunale e all’Università dell’Aquila - continua il Presidente Pingue - per aver sostenuto e promosso questa iniziativa di confronto scientifico che ci aiuterà a sgombrare il campo dalle tante semplificazioni che hanno caratterizzato il dibattito sui temi dell’energia e delle fonti rinnovabili, non solo all’Aquila ma in tutta Italia. Questo ci aiuterà a formulare il nostro giudizio e le nostre opinioni sulla base di dati reali e non di facili semplificazioni o di informazioni imprecise e generiche”.
 
“In un momento dove continuano a calare occupazione e reddito per le famiglie non è più possibile ritardare o fermare investimenti che possono rilanciare il progresso del Paese e del nostro Territorio grazie a luoghi comuni senza alcuna base scientifica ed oggettiva. Questo” - conclude il Presidente Spinosa Pingue - “nel pieno rispetto della tutela e della sostenibilità ambientale. Confindustria Abruzzo promuove tra le organizzazioni economiche, enti pubblici, associazioni, etc. la cultura della tutela dell’ambiente e dello sviluppo eco-compatibile con molteplici iniziative tra cui il Premio Confindustria Abruzzo Green, giunto con successo alla terza edizione, per stimolare idee, soluzioni e modelli organizzativi in linea con il risparmio delle risorse naturali e con la piena tutela dell’ambiente”.
 
 
 
L’Aquila, 20 giugno 2014

PERCHE' PROPRIO BERLINGUER?


Vasto 20.6.2014.-  Sarà intitolato ad Enrico Berlinguer il Centro socio culturale che sarà inaugurato domenica prossima a Vasto. La figura dell’importante politico italiano, ex segretario del Partito Comunista, sarà così celebrata nella nostra città. Non eccepiamo nulla circa il valore del personaggio politico, certamente, e però, ci saremmo aspettati una intitolazione più attinente al nostro territorio, nel ricordo di personaggi celebri vastesi, la cui memoria merita di esser mantenuta viva per la comunità cittadina e per i suoi giovani.

 

Certo non mancano figure d’eccellenza nel campo delle professioni e delle arti: architetti, ingegneri, medici e ricercatori, banchieri, musicisti ed artisti dello spettacolo, evangelizzatori, poeti, pittori, scultori, ceramisti, politici ed altre figure di rilievo.

 

Non senza il timore di dimenticarne alcuni, come non evidenziare alcuni personaggi scomparsi la cui opera ha dato lustro alla nostra città: Luigi Martella, Antonio Izzi, Francesco Romani, Temistocle d’Ettorre, Raffaele Mattioli, Alfredo Anelli, Angelo Canelli,  Carnefresca Bernardino Lupacchino, Majo Dermino, Padre Settimio Zimarino, Polsi Aniello, Quagliarella Tina,  Zaccardi Antonio, Don Felice Piccirilli, Don Romeo Rucci, Don Salvatore Pepe, Padre Filippo Fanti, Padre Valeriano Mileno, Carlo Della Penna, Vittorio Giovine, Filippo Laccetti, Francesco Del Greco, Luigi Marchesani, Nicola Martella, Filoteo Palmieri, Giuseppe Pietrocola, Nicola Maria Pietrocola, Agostino Ritucci Chinni, Gennaro Spadaccini, Francesco Paolo Votinelli, De Litiis Giovanni Battista, Delitiis Giulio Cesare, Della Guardia Giuseppe, Laccetti Valerico, Molino Filippo, Palizzi Filippo, Francesco Paolo Palizzi, Giuseppe Palizzi Giuseppe, Nicola Palizzi, Dante Gabriel Rossetti, Gabriele Smargiassi, Lucia Borghi Perrozzi Lucia, Vincenzo Cancio, Francesco Cardone, Carlo D’Aloisio, Luciano Del Piano, Juàn Del Prete, Michele Fiore, Nicola Galante, Filandro Lattanzio, Luigi Anelli, Peppino Canci, Panfilo De Filippis, Nicola Del Casale, Don Michele Ronzitti, Espedito Ferrara, Ettore Janni, Elisabetta Majo, Gaetano Murolo, Romualdo Pantini, Giovanni  Peluzzo, Giuseppe Perrozzi, Lucio Valerio Pudente, Dante Gabriel Rossetti, Renato Terpolilli, Nicola Tiberi, Adelio Tilli, Francesco Ciccarone, Domenico Laporese, Silvio Ciccarone, Giuseppe Spataro, Nicola Notaro, Gaetano Cinquina, Luigi Anelli, Carlo D’Aloisio, Florindo Ritucci Chinni, Sante Petrocelli, Franz Ritucci Chinni, Elisabetta Majo, Giuseppe Anelli, Michele Benedetti, Giuseppe Antonio Canaccio, Filippo Casanova, Angelo Cianci, Ernesto Cianci ed altri ancora di non minor rilievo.

 

Crediamo possano bastare tali esempi di personalità illustri per offrire ampia scelta di concittadini scomparsi meritevoli di ricordo attraverso l’intitolazione di una struttura che accoglierà attività di carattere socio culturale. Invece, l’Amministrazione comunale ha preferito, a tutti costoro, Enrico Berlinguer, una scelta di natura politica, in un momento in cui, tra l’altro, la nostra città avrebbe bisogno di riscoprire il proprio senso di appartenenza al di sopra delle parti. Ma da chi “sente” di dover privilegiare appartenenze ideologiche a fronte dell’appartenenza alla propria città altro non ci si sarebbe potuto aspettare.

 
Massimo Desiati – Davide D’Alessandro                   

Consiglieri comunali

giovedì 19 giugno 2014

L'Aquila. Archivio della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli

 
 
In occasione della Giornata Europea della Musica si terrà la presentazione dell' Archivio della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli” un patrimonio unico e irripetibile di memoria musicale, artistica ed umana, che grazie al progetto di cui è capofila l'Ismez (Istituto Nazionale per lo sviluppo musicale del mezzogiorno) è stato totalmente sistematizzato e reso così fruibile.
Sabato 21 giungo sarà presentato il lavoro di inventario fatto su tutto l'archivio, che va dal 1946 al 2000, diviso in due volumi.
InterverrannoRoberta Travaglini - presidente ISMEZ Maria Teresa Spinozzi - Soprintendenza archivistica per l’Abruzzo Giorgio Battistelli - presidente Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” Walter Tortoreto - musicologo Gianfranco Miscia - coordinatore scientifico del progetto

LA “SFIDUCIA MORALE”. OLTRE IL (NON) SENSO DELLE PAROLE


Una nota sindacale di troppo. Che va al di là del tempo e dello spazio

Si tratta di un hapax legomenon, una espressione mai usata prima, mai letta nemmeno nel più fantasioso tra gli autori, futuristi compresi. La “sfiducia morale” di cui parla la Polizia Municipale di Vasto attraverso le proprie rappresentanze sindacali, specie se riferita al Sindaco, squalifica chi ha emesso tale giudizio. Che è talmente fumoso, anche da un punto di vista semantico, da sfociare nell’assurdo. Premetto che parlo da avversario politico di Luciano Lapenna, al quale, nel corso di questi anni, non ho risparmiato critiche, anche pubbliche. Ora, che i Vigili Urbani (una volta, con terminologia meno pomposa, si chiamavano così) arrivino a “sfiduciare” il primo cittadino è il colmo. Soprattutto, si tratta di un empito inaccettabile, di una uscita stonata. I dipendenti, sia pure per il tramite sindacale, non possono arrivare a tanto, col rischio, concreto, di minare alla radice quel rapporto di corretta collaborazione che deve esserci, a livello amministrativo, tra la Giunta e i vari organi che agiscono a livello comunale. Che significa “sfiducia morale”? Significa che, da ora in poi, i Vigili non riconoscono più Lapenna come sindaco? Io, da privato cittadino, posso farlo, e per la verità non sono mai arrivato a tanto, ma il Corpo di Polizia Municipale, anche se su carta intestata delle OO.SS., non può giungere a tal segno. Anzi, dovrebbe dare il buon esempio. Come ha osservato in un suo commento il preside Nicola D’Adamo (la chiosa mi sembra molto chiara), sono i Vigili che devono annullare quel deficit di credibilità che hanno presso l’opinione pubblica. Col che, per l’appunto, veniamo ad un’altra prospettiva, che poi, in fin dei conti, è quella che vale, cioè la percezione dell’intera problematica presso il popolo vastese. Vorremmo, tutti noi, più vigili per le strade, nei mercati, nei parcheggi, dove spesso l’auto lasciata in doppia fila ti blocca nella tua disperazione, gradiremmo, insomma, una maggiore vicinanza. Ha un peso specifico tutto questo, una sua valenza? Oppure i Vigili sfiduceranno anche i Vastesi? A ben guardare, e a ben ponderare, l’hapax legomenon ha condotto i servitori della comunità, perché tali sono, al pari del sindaco, dell’assessore, del consigliere comunale,dell’impiegato che presidia lo sportello, in un vicolo cieco, dal quale è difficile venir fuori. A meno che i Vigili non sfiducino l’incauto estensore della nota sindacale.

Giacinto Zappacosta

mercoledì 18 giugno 2014

SERVIZI SOCIALI, UN FIORE APPASSITO

 
 
Vasto. Servizi sociali “fiore all’occhiello dell’Amministrazione comunale”, hanno affermato, in conferenza stampa, il Sindaco Lapenna e l’Assessore Suriani. Un fiore che va appassendo giorno per giorno, ribadiamo noi.
Infatti, appare palesemente contraddittorio, nelle dichiarazioni dei due amministratori, lo snocciolar di cifre destinate al finanziamento di progetti a fronte dell’immancabile lamentazione circa “i tagli alle risorse economiche”. D’altronde, sia pur anche a causa delle aumentate generali difficoltà economiche di questi tempi, i concittadini che necessitano di Servizi sociali ben conoscono l’insufficienza degli interventi a beneficio di minori, anziani, disabili e famiglie svantaggiate, a cui sono destinati soltanto 76 euro pro capite all’anno dal Bilancio comunale.
Può sembrare inopportuno polemizzare sui bisogni di chi è in condizioni difficili e non è certo questo il nostro obiettivo, resta il fatto che, da parte dell’Amministrazione comunale,  nessuna risposta è giunta alle nostre proposte di riorganizzazione finanziaria e d’intervento; soltanto la difesa di principio del proprio operato, senza neanche valutare quanto da noi messo in evidenza.
Nessuna risposta circa la necessità di ottimizzare i luoghi di accesso per le richieste ed ampliare l’offerta per i diversamente abili, destinando a tale scopo il “Centro diurno”. Nessuna risposta circa l’opportunità di utilizzo dell’area abbandonata adiacente la struttura di Via De Gasperi. Nessuna risposta circa le richieste di semplificazione burocratica e di eliminazione di alcuni sprechi finanziari, individuando cosa implementare e cosa tagliare. Nessuna risposta circa gli interventi sulle “Comunità di tipo residenziale per minori”, le quali impegnano somme enormi a favore di strutture private; cosi come per l’ “Affido familiare” o per l’istituzione di una “Casa famiglia”, scelta che favorirebbe introiti. Nessuna risposta alla richiesta di attivazione del servizio “Dopo di noi” e di progetti di sensibilizzazione sulla “genitorialità”. Solo stucchevole ed avvilente polemica circa la nostra richiesta di tornare ad una unica “Istituzione”, dotata di opportuna autonomia finanziaria, come fosse un pretesto per avere un “posto” nel suo Consiglio d’Amministrazione… ma se ne facesse pure a meno di un C.d.A.!
Ci si dica piuttosto:
- se è ancora attivo il “Pronto intervento” di una volta, con il quale era possibile ospitare chi ne avesse necessità, presso l’Hotel Palizzi;
- se funziona la “Comunità educativa per minori” o il “Centro socio educativo per  minori”,
- se esistono ancora le “Attività di sostegno agli stranieri immigrati”,
- perché non viene promosso costantemente l’importate progetto di “Mediazione familiare”, il quale rischia di svanire lentamente ed inesorabilmente, pur sapendo quanto il personale addetto sia altamente qualificato;
- perché sono in calo l’Assistenza domiciliare agli anziani, l’Assistenza Domiciliare Integrata o il servizio di Telesoccorso; perché non esiste più l'”Assegno di cura” per le persone anziane con gravi patologie; se funzionano bene le attività di “Terapia del sorriso” e se sono seguiti i “Progetti di orto-botanica e ceramica”;
- perché, con i voucher per l’Assistenza domiciliare agli anziani ed ai disabili, prima venivano reclutate trenta persone ed ora, da tre anni, soltanto venti.
Vorremmo sapere il perché dei ritardi di 4/5 mesi, da parte del Comune, nel pagamento dei servizi alle Cooperative che gestiscono l’Assistenza domiciliare, il trasporto disabili ed altri servizi e che non riescono, a loro volta, a corrispondere le spettanze alle operatrici del settore.
Ed anche se apparrebbe non inerente al tema, vorremmo sapere perché non è stato ancora rimborsato il costo 2013 dei libri di testo a chi ne ha dimostrato il bisogno ed il diritto.
Crediamo ce ne sia abbastanza per ribadire quanto da noi denunciato e proposto, non essendo stato minimamente sufficiente quanto affermato in conferenza stampa dei due amministratori, i quali hanno tentato di ravvivare, senza riuscirvi, i colori di un fiore all’occhiello ormai appassito.
 Andrea Bischia – Massimo Desiati
Progetto per Vasto